1 Maggio 1994, Ayrton Senna scompare a Imola e l’Atalanta saluta la Serie A

         
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“E tu dov’eri quando morì Senna? Chiunque saprebbe risponderti senza esitare”.

Questa frase di Lucio Dalla fa capire quanto sia indelebile il ricordo di quello che accadde il 1 maggio 1994 al circuito di Imola, quando il pilota brasiliano della Williams, vincitore di tre titoli mondiali in Formula uno, perse la vita alla Curva del Tamburello. In termini calcistici, contro chi stava giocando l’Atalanta quella domenica tanto tragica quanto storica?

Siamo nel 1993/1994 e l’Atalanta, dopo sei anni consecutivi in Serie A, retrocede tra mille polemiche: una stagione iniziata con grandi aspettative dopo la campagna acquisti che aveva visto il presidente Percassi portare a Bergamo sia Francesco Guidolin che il centrocampista Sauzée (fresco vincitore della Champions League con il Marsiglia), per poi precipitare nei bassifondi della classifica. Il tutto condito dal passaggio societario alla famiglia Ruggeri. Se da una parte ad Imola si cerca di capire cosa sia successo a Senna, dall’altra la Dea doveva affrontare l’Inter che stava vivendo una delle stagioni più controverse della sua storia: salvezza conquistata con un punto di vantaggio e la vittoria della Coppa UEFA. Pronti via e gli uomini di Valdinoci prendono il comando della gara grazie alle giocate dei suoi giovani: in particolar modo Morfeo, Saurini e Orlandini. Lo stesso Orlandini sigla il vantaggio, ma i milanesi raggiungono facilmente il pareggio con Ruben Sosa. Nella ripresa i bergamaschi provano ad infierire nuovamente la difesa interista, e il doppio vantaggio dell’Atalanta è firmato da Marco Sgrò: centrocampista che sarà protagonista con Emiliano Mondonico tra il 1996 e il 1998. Lo stesso “Mondo” che costruirà un secondo ciclo tra la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina e le giocate del trio delle meraviglie Inzaghi-Morfeo-Lentini. Ritornando a quella partita, il match finisce 2-1, ma purtroppo in Emilia Romagna il cuore di Ayrton Senna cessò di battere, nella tristezza del mondo dello sport: l’esito più drammatico di una domenica turbolenta.

Autore dell'articolo: Filippo Davide Di Santo