9 marzo 1997, il siparietto tra Inzaghi e Morfeo in un’Atalanta-Sampdoria

         
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9 marzo 1997, l’Atalanta è pronta ad affrontare la Sampdoria. La partita è molto particolare vista la posta in palio: i nerazzurri sono in piena lotta UEFA, c’è la sfida tra Super Pippo Inzaghi e lo stesso Montella per quanto concerne la classifica capocannonieri e l’imbattibilità interna da consolidare. Dopo 30 minuti la Dea è già sul 2-0 con una doppietta del numero 9 orobico: la prima realizzata al volo, la seconda su rigore (scaturendo l’espulsione di Mihajlovic).

Tutto tranquillo? Normale amministrazione? Assolutamente no. Perché dopo c’è un secondo penalty a favore dell’Atalanta, ma si assiste ad un siparietto tra Inzaghi e Morfeo su chi deve battere il rigore: se da una parte Domenico lo ha procurato, Filippo vuole allungare su Montella. Tutto lo stadio urla “Pippo! Pippo! Pippo!”, ma il numero 10 atalantino se ne frega e sigla il 3-0. Nonostante ciò, Inzaghi porta a casa la sua tripletta personale calando il poker. Nel post partita Morfeo dichiarerà ironicamente: “Mi sa che sugli spalti si sono confusi perché io non mi chiamo Pippo”. Una piccolo particolare che, a suo modo, è entrato nella storia.

Autore dell'articolo: Filippo Davide Di Santo