Daniele Capezzone

Arbitropoli, Capezzone: “Perché sull’Inter non si tirano fuori tutte le intercettazioni? Con Calciopoli la copertura mediatica fu ossessiva e chi si sceglieva gli arbitri poi è…”

Il confronto con Calciopoli, il peso delle intercettazioni, il tema dei doppi standard e soprattutto una domanda destinata a far discutere: perché, nel caso di quella che viene definita Arbitropoli, non sono state trattate e analizzate tutte le intercettazioni?

È su questo terreno che Daniele Capezzone, direttore de “Il Tempo“, ha sviluppato una riflessione destinata inevitabilmente a riaccendere il dibattito nel mondo del calcio. Intervistato dal direttore di “Tuttosport” Guido Vaciago sul canale YouTube del quotidiano torinese, Capezzone ha messo a confronto quanto accadde ai tempi di Calciopoli con la vicenda arbitrale che sta animando il calcio italiano, soffermandosi in particolare sul diverso trattamento mediatico riservato alle due vicende.

Daniele Capezzone, le sue parole

“Arbitropoli non l’hanno trattata; siamo entrambi sufficientemente vecchi, giovani nello spirito, ma insomma con una qualche anzianità di servizio per ricordare cosa accadde nel 2006-2007 con Calciopoli e lasciamo da parte le distribuzioni dei torti e delle ragioni, ma la copertura mediatica fu ossessiva. L’uso mediatico delle intercettazioni fu selettivo e tutto mirato in una sola direzione, solo la possibilità che Luciano Moggi aveva per sua fortuna di difendersi in modo adeguato, fece sì che poté fare una ricerca più ampia sulle intercettazioni, recuperando anche gli elementi, più utili alla difesa che rischiava di comparire per niente sui media. Ricordiamo il clima che si creò intorno alla Juventus, fu squadernato tutto il repertorio del giustizialismo e tutto il repertorio del doppio standard, perché altre squadre che pure rispetto ai temi delle famose griglie o grigliate, come venivano chiamate, potevano essere chiamate in causa, non furono chiamate in causa“.

“Essendo dei garantisti, figurarsi se io mi metterò ad applicare criteri giustizialisti che criticavo venti anni fa, applicarli oggi ad altre squadre. Però mi domando come mai questo doppio standard, questo è il cuore della faccenda. E aggiungo, perché non si tirano fuori tutte le intercettazioni anche in questo caso? Starei per dire, vedi, guarda che spirito garantista, anche a tutela dell’Inter, se l’Inter sostiene tesi difensiva legittima, dice ‘No, noi attraverso un nostro incaricato ci limitavamo a segnalare al designatore problemi che si erano creati affinché lui potesse fare limpidamente le scelte più sagge’ e vediamole tutte queste intercettazioni, vediamo com’erano. Se dovessimo essere maliziosi, ma noi non dobbiamo esserlo, potremmo supporre che qualcuno sperasse, nel generale estate, arriva giugno, arriva luglio, arriva agosto, facciamo tutti il bagno, vediamo il Mondiale, poi c’è il calciomercato, poi inizia il campionato e chi ha avuto ha avuto e scurdammoce o passato“.

“Noi non dobbiamo essere maliziosi e dobbiamo escludere che qualcuno possa avere fatto calcoli di questo tipo. Allora, non essendo noi maliziosi, dobbiamo fare un altro ragionamento: che qualcuno non sia stato troppo furbo, come potremmo ipotizzare, ma non ipotizziamo, ma forse troppo ingenuo, mettiamola così. Secondo me è ingenuo e sbagliato iniziare il nuovo campionato con queste ombre perché a questo punto alla prima virgola fuori posto, alla prima cosa del VAR che non va, al primo arbitraggio discusso, al primo episodio discutibile, questo campionato non inizia con il piede giusto e parte di chi ha responsabilità organizzative e politiche nel sistema calcio, non è una quelle conversazioni che abbiamo potuto leggere nelle nelle intercettazioni sono inopportune dal punto di vista sportivo, perché non è bello eh comunque avere un’idea che ci siano anche soltanto delle pressioni indirette per scegliersi gli arbitri, anche perché nel 2006 chi approvava e senza riuscirci, peraltro a scegliersi gli arbitri, poi è finito in B“.

“Quindi queste intercettazioni riecheggiano ancora eh nelle orecchie delle dei tifosi e indubbiamente torneranno a galla agli inevitabili errori arbitrali. Alcuni tifosi diranno: ‘ma come c’era tutta la questione dello stadio con le curiose conversazioni fra assessori e dirigenti del Comune di Milano e le società di Milano e ce ne siamo scordati? Poi c’erano tutte le cose arbitrali che tu hai ricordato e ce ne siamo scordati. Quando poi la sequenza dei doppi standard mediatici e in qualche caso forse anche di interpretazione della legge e la sequenza dei doppi standard si fa troppo lunga, il tifoso si irrita“.

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