Biglietti troppo cari? L’Atalanta deve trovare un compromesso con i tifosi

         
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Parliamo della questione biglietti: uno dei temi più discussi nelle ultime settimane da parte dei tifosi nerazzurri tra campionato e Champions. Certo, essere una grande squadra vuol dire non permettersi di fare l’iniziativa fatta nel 2013 dove ogni settore veniva venduto a € 1 (tribune comprese), ma dall’altra parte l’Atalanta deve mettere le mani e riflettere sul “perché” molta gente rinuncia a venire a vedere le partite al Gewiss Stadium. Casualità? Critica temporanea oppure serve cercare una soluzione? Analizziamo la situazione.

Pure con le piccole non si fanno sconti: prezzi alti (anche nelle tribune) – Partiamo principalmente dal succo della polemica: i prezzi. Prima però occorre ritornare indietro di due anni, quando l’aumento del costo degli abbonamenti aveva contribuito una buona parte del tifo a prendere il biglietto singolo (specialmente in Pisani) per risparmiare. Se in curva si è passati da 15 a 30 €, per la tribuna Rinascimento (allora non ancora ristrutturata) andava dai 70 ai 90 €: prezzo poco popolare per un settore ritenuto da molti come economico. Con il Covid a complicare le cose, la società ha agito alzando ancora le quote. Prendendo per esempio la gara col Sassuolo: un ticket in tribuna 60€ per gli abbonati, ma ben 120€ per la vendita libera. Troppo per famiglie e tifosi. Considerando i fatti di due stagioni fa, molti si sono trovati nella seconda fase (a prezzo pieno) e quindi poco motivati a venire allo stadio.

Questione di abitudine: perché non proporre il mini-abbonamento? – Tutta una questione di comodità quella del tifoso dell’Atalanta. Due sole fasi di prelazioni non bastano (prezzi a parte): occorre riproporre un mini abbonamento per poter permettere non solo ai tifosi di vedere più partite ad un costo inferiore rispetto a quelli attuali, ma anche evitare di intasare il sito di Vivaticket. Esempio semplice: per un tifoso è molto più semplice spendere 60€ per un pacchetto che comprende tre partite piuttosto che sborsare 30 € ogni singola volta che apre la prevendita. Da contare anche la possibilità agli abbonati di poter cambiare posto allo stadio pagando di meno rispetto a quello originale: una scelta da valutare (per un posto in Curva che viene occupato da chi stava altrove c’è chi dall’altra parte non può più avere il proprio posto).

Ragionamento statista? Moralmente parlando, no – L’Atalanta ha bisogno della sua gente così come la gente ha bisogno di ritornare all’Atalanta dopo due anni di stop. Storicamente parlando, la società nerazzurra negli anni ha sempre dato un grande contributo per far avvicinare più persone ai colori nerazzurri (specialmente le famiglie), e tale teoria non può essere accantonata. Certo, la famiglia Percassi può permettersi di aumentare i prezzi visto l’andamento della squadra (come logico che sia), ma dall’altra parte bisogna trovare un compromesso da entrambe le parti: non tutti possono spendere 90€ ogni partita. Gli sponsor compensano tutto economicamente parlando? Ok, ma si può essere statisti fino ad un certo punto: soprattutto a Bergamo.

Autore dell'articolo: Filippo Davide Di Santo