Due anime destinate ad appartenersi, “Anja, la segretaria di Dostoevskij”

         
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Pietroburgo, 1866. Il grande scrittore Fëdor Michajlovič Dostoevskij, a causa del vizio del gioco, è sommerso dai debiti. Rimasto da poco vedovo, ha pensato di mettersi in affari con il fratello ma le cose non sono andate come sperava. Gli servono senza meno tremila rubli, pertanto si vede costretto a rivolgersi al suo editore, Fëdor Timofeevich Stellovskij il quale, con fare mefistofelico, in cambio della cifra richiesta gli propone un accordo che prevede la produzione di un nuovo romanzo di almeno trecento pagine entro un mese. In caso di mancata consegna Dostoevskij perderebbe i diritti d’autore su tutte le opere, passate e future, che andrebbero a Stellovskij. Un contratto capestro ma la sola via d’uscita in quel momento disperato. Non è impresa facile scrivere un capolavoro in così poco tempo, così il maestro decide di tentare il tutto e per tutto, assumendo una stenografa che lo aiuti nella stesura dell’opera.

Anja è appena una diciottenne

La migliore in città è senza dubbio una giovane diciottenne di nome Anna Grigor’evna Snitkina, studentessa all’Istituto Ol’chin, dove ha imparato il metodo di scrittura rapida Gabelsberger. Per Anja è un onore essere stata scelta come aiutante del grande scrittore, mito di suo padre venuto a mancare mesi prima il quale, non a caso, la chiamava affettuosamente Netočka, come Netočka Nezvanova, personaggio e titolo di un romanzo di Dostoevskij. La mattina del 4 ottobre Anja si reca, dunque, a palazzo Alonkin presso lo studio del maestro ma ciò che vede non rispecchia esattamente le sue aspettative. Dopo l’accoglienza non troppo cortese della serva Fedosija e l’incontro con l’inquietante figliastro di Dostoevskij, Pavel Aleksandrovič, Anja si trova di fronte un uomo di quasi cinquant’anni, tormentato, epilettico e dal carattere impossibile, ma lei non si darà per vinta e metterà in campo non solo le sue doti di eccellente stenografa ma soprattutto la sua forte personalità. Dietro a quella immagine delicata dai capelli biondi e gli occhi blu, si nasconde infatti una giovane donna intelligente e caparbia che rappresenterà per lo scrittore la salvezza e l’amore della sua vita.

Un amore eterno per Dostoevskij

Un amore nato timidamente tra le pagine de Il giocatore che nonostante la differenza d’età, i timori e i pregiudizi si farà strada, unendo due anime destinate ad appartenersi. Sullo sfondo una Pietroburgo moderna e suggestiva in cui lettore viene condotto dalla scrittura raffinata ed evocativa di Giuseppe Manfridi. “Anja, la segretaria di Dostoevskij” è un romanzo intenso, profondo in cui tutti i personaggi sono caratterizzati da un forte spessore psicologico. Si entra in confidenza con ognuno di loro, ci si può immedesimare nelle emozioni e nei sentimenti che provano. Un’opera in cui l’umanità si esprime in tutte le sue sfumature, andando a toccare le corde più profonde dell’animo.

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Lisa

LDG Contributor Laureata in psicologia, collabora come redattrice per la testata giornalistica ftNews, occupandosi della sezione cultura (poesie, arte, prosa). È Editor sul quotidiano "Paese Roma": giornale partecipativo. È contributor per Blasting News. Nella vita è impiegata in una società di telecomunicazioni. E' scrittrice e poetessa, il suo ultimo libro è "Daylight" per quanto riguarda le poesie. Invece per i fumetti ha pubblicato in collaborazione con un altro artista la serie "Human's end" e un saggio dal titolo: "La mostruosa arte di Go Nagai".