Facebook niente spot che scoraggiano il voto

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Facebook niente spot che scoraggiano il voto. In vista delle votazione previste negli Stati Uniti nel 2020, Facebook ha deciso di vietare tutti gli spot che scoraggiano il voto. Dunque il noto social network ha deciso di eliminare ogni tipo di spot di questo genere. Ad annunciare quanto detto, è stata proprio Sheryl Sandberg. Durante il secondo audit del social network in tema di diritti civili, la direttrice operativa di Facebook ha annunciato la novità.

“Per proteggere le elezioni, abbiamo un team che sta lavorando per vietare gli annunci che scoraggiano le persone dal votare”.

Sarebbe stato questo il post condiviso Sheryl Sandberg per rendere nota la nuova normativa. Si presume che già entro il 2019 entrerà in vigore la norma che vieterà ogni tipo di pubblicità che induca il cittadino a non recarsi alle urne. In questo caso entrerà a supporto l’intelligenza artificiale. L’IA verrà utilizzata su Facebook per evitare di fornire ai cittadini informazioni errate.

Facebook niente spot a sfavore del voto, ma non finisce qui

A quanto pare, ci sanno alcune novità anche per quanto riguarda inserzioni immobiliari, offerte di lavoro o di credito. Tutto ciò per evitare che ci siano discriminazione sul social network. Questo sarà possibile poiché verrà imposto agli inserzionisti di non selezionare specifiche fasce di utenza.

Niente più differenze, quindi, tra etnie, religione, orientamento sessuale, età, genere e luogo di residenza. In ogni caso, in attesa che venga messa in atto la nuova norma che mette al bando gli spot che influenzano il voto, i cittadini potranno continuare a trovare, come sempre, annunci immobiliari. Tra non molto troveranno anche notizie in merito ad offerte lavorative e di credito.

Nel frattempo pare sia stata inflitta una multa pari a 1 milione di euro a Facebook. Questo a causa degli illeciti che sono stati compiuti dalla società britannica Cambridge Analytica. La società in questione, nel 2016, aveva cercato di influenzare il voto delle elezioni USA. Aveva infatti raccolto i dati di 87 milioni di utenti, questo attraverso l’utilizzo di app per test psicologici.

Fonte foto di copertina: Pixabay

Autore dell'articolo: Emanuela Acri

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