Intervista a Diego Galdino,

Intervista a Diego Galdino autore di Bosco Bianco

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 Intervista a Diego Galdino. Autore di diversi libri,  Galdino torna con un nuovo romanzo d’amore. Questa volta è ambientato nella suggestiva Costiera Amalfitana. L’autore si racconta.

Uno scrittore-barista come nasce questo connubio? Inoltre dove e come trova il tempo per scrivere?

Nel Bar dove lavoro ci sono anche nato nel vero senso della parola. A mia madre si sono rotte le acque proprio mentre era dietro allo stesso bancone dove io tutt’ora preparo il caffè ai personaggi delle mie storie. La mia è un po’ una doppia vita come quella di Clark Kent e Superman. Mi sveglio tutte le mattine alle quattro per scrivere un’ora e mezza. Poi mi travesto da protagonista dei miei due romanzi dedicati al caffè e scendo al Bar a preparare la colazione agli altri personaggi delle mie storie. In realtà, la soddisfazione più bella e che mi fa sentire meno la fatica di questa doppia vita è vedere i lettori dei paesi in cui sono stati pubblicati i miei romanzi, venire al Bar per farsi fare una dedica o scattarsi una foto dietro al bancone insieme a me.

Qual è il suo rapporto con i lettori vecchi e nuovi? Soprattutto come vive il fatto che i suoi libri siano conosciuti e letti anche all’estero?

La verità è che ogni giorno benedico la scrittura per essere entrata nella mia vita. Grazie a lei ho avuto e ho la possibilità di conoscere posti e persone meravigliose, librai, lettori, che al momento dei saluti diventano degli amici di vecchia data a cui voler bene per sempre. Ho avuto la fortuna di poter presentare i miei romanzi alla Fiera di Francoforte, di Madrid, nel programma televisivo più importante della Polonia e di rappresentare l’Italia al Festival di Letteratura Europea in Germania. Infine a giugno ho fatto un tour nelle città più importanti della Bulgaria. Soddisfazioni che ti restano dentro e alimentano la tua passione per la scrittura nelle difficoltà di un mondo editoriale italiano che a volte fatichi a comprendere pienamente.

Come mai ha scelto il self publishing per questo ultimo lavoro, dopo aver pubblicato i suoi romanzi con Sperling&Kupfer?

Con L’ultimo caffè della sera avevo concluso la mia avventura letteraria con la Sperling & Kupfer. Per pubblicare Bosco Bianco con una casa editrice di pari livello avrei dovuto aspettare la primavera del 2020. Per me era troppo tempo, non ho voluto aspettare. Così ho deciso di fidarmi della mia storia e dei tantissimi lettori che in questi anni mi avevano sempre dimostrato affetto e stima, anche se col mio curriculum editoriale poteva sembrare una follia, perché il romanzo a differenza dei precedenti non si sarebbe trovato negli scaffali di tutte le librerie d’Italia.

‘Bosco Bianco’ è ambientato in Costiera Amalfitana, di cosa parla il suo nuovo romanzo, c’è una parte autobiografica alla quale si è ispirato?

Bosco Bianco nasce tanti anni fa in un periodo molto difficile della mia vita. Avevo appena divorziato e per uno scrittore di romanzi d’amore era una grande sconfitta. La paura di non poter più vivere quotidianamente le mie figlie, il senso di colpa per aver tolto loro una famiglia normale, o la possibilità di addormentarsi con la consapevolezza che in caso di un brutto sogno ci sarebbero stati entrambi i genitori a rassicurarle ha fatto sì che io proiettassi queste cose sul protagonista della mia storia. Un uomo bisognoso di tornare a credere nell’amore e che lotta per recuperare la serenità e per dimostrare alle proprie figlie di essere un buon padre.

Ha nuovi progetti editoriali nel cassetto? Continuerà a fare il barista?

A dire la verità di progetti editoriali nei prossimi mesi ne usciranno fuori tanti dal mio cassetto… È prevista l’uscita del mio romanzo L’ultimo caffè della sera in tutti i paesi di lingua tedesca e in tutti i paesi di lingua spagnola. Dopodiché uscirà in Bulgaria il mio quarto romanzo e a San Valentino uscirà il mio nuovo romanzo italiano pubblicato dalla Leggereditore che s’intitolerà Una storia straordinaria ,di cui al momento per ovvi motivi non posso dire tanto, se non che è un libro a cui tengo molto perché è una storia completamente diversa da quelle che ho scritto fino adesso. Ci saranno grandi sorprese per tutti i miei lettori.

Cosa pensa dell’editoria italiana? Se dovesse dare un consiglio a uno scrittore emergente cosa direbbe?

Purtroppo o per fortuna ora tutto è reso più facile o più difficile dai social. Le grandi case editrici hanno bisogno di fare numeri più che le parole. Pertanto in un paese in cui non si legge tantissimo, diventa logico e inevitabile puntare su persone o personaggi che hanno già un seguito di persone molto nutrito. Così quando il libro uscirà le vendite saranno quasi certe, perché basterà che un quarto di quelle persone che seguono sui social quella persona comprino il suo libro, per garantire un numero di libri venduti giusto per la casa editrice. A chi mi chiede dei consigli dico di non smettere mai di credere nei propri sogni. Di non smettere mai di scrivere, perché solo scrivendo ci potrà essere la possibilità che qualcuno ti legga e cambi la tua vita letteraria.

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Autore dell'articolo: Lisa

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LDG Contributor Laureata in psicologia, collabora come redattrice per la testata giornalistica ftNews, occupandosi della sezione cultura (poesie, arte, prosa). È Editor sul quotidiano "Paese Roma": giornale partecipativo. È contributor per Blasting News. Nella vita è impiegata in una società di telecomunicazioni. E' scrittrice e poetessa, il suo ultimo libro è "Daylight" per quanto riguarda le poesie. Invece per i fumetti ha pubblicato in collaborazione con un altro artista la serie "Human's end" e un saggio dal titolo: "La mostruosa arte di Go Nagai".