Luigi Tenco

Luigi Tenco: un cantautore da non dimenticare

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Luigi Tenco: un cantautore da non dimenticare. Un artista inquieto e talentuoso

Luigi Tenco è stato uno dei più grandi cantautori italiani che ha influenzato in maniera incisiva il panorama musicale degli anni ’60. Tenco nasce ad Alessandria nel 1938, orfano di padre si trasferisce con la famiglia a Genova; qui frequenta scuola media Giovanni Pascoli, che frequenterà poi anche Fabrizio De André. Durante gli anni del liceo inizia a dar vita ad alcuni gruppi musicali rock ‘n’ roll e jazz. Inizialmente suonava il clarinetto e successivamente il sax. La sua prima band nel 1953 si chiamava Jerry Roll Morton Boys Jazz band.

Luigi Tenco: un cantautore da non dimenticare

Successivamente mette in piedi, con Gino Paoli, un altro gruppo di nome “I diavoli del Rock”. Erano i primi anni del ’60 quando insieme a Tenco e Coppola, Marcello Minerbi formò un trio che si autodefiniva “Il Trio Garibaldi”, che dopo pochissimo tempo si sciolse per problemi di motivazioni di natura esterna. Tuttavia Luigi Tenco persevera nella sua passione e tra il 1957 e il 1958 le occasioni sono molteplici. Si esibisce infatti con Gaber e Jannacci, e compone insieme a Gianfranco Reverberi e Giorgio Calabrese “Ciao ti dirò”. La collaborazione tra Gaber e Tenco proseguì anche successivamente.

Luigi Tenco: un cantautore da non dimenticare. La sua importante carriera

Di fondamentale importanza per la carriera di Tenco fu l’incisione del 45 giri Mai / Giurami tu con il gruppo I Cavalieri, e successivamente del 45 giri Mi chiedi solo amore / Senza parole sempre con gli stessi. Nel tempo i 45 giri sono sempre di più con in più un 33 giri in cui compaiono Mi sono innamorato di te, Angela Cara maestra, ma a causa di quest’ultima avviene la censura. Quindi uscirà un 45 giri solo con le prime due canzoni. Il suo successo continua senza sosta, e le canzoni sono sempre di più. Luigi Tenco aveva un’idea del tutto personale dell’artista e del cantautore:

“Secondo me, un cantante non deve essere soltanto una macchina da soldi. Per prima cosa deve esprimere quello che ha dentro. Uno scrittore lo farebbe con un romanzo, uno scultore col marmo, perché il cantante non dovrebbe farlo con una canzone? Si tratterà alla fine di vedere se è una buona o una cattiva canzone, ma solo questo. Che il cantante sia simpatico o antipatico, conta molto poco. Canterò finché avrò qualcosa da dire, sapendo che c’è qualcuno che mi sta a sentire e applaude non soltanto perché gli piace la mia voce ma perché è d’accordo con il contenuto delle mie canzoni. E quando nessuno vorrà più stare ad ascoltarmi, bene, canterò soltanto in bagno facendomi la barba.Ma potrò continuare a guardarmi nello specchio senza avvertire disprezzo per quello che vedo.”

Luigi Tenco: un cantautore da non dimenticare. Tra mistero e realtà

Nel 1967 Luigi Tenco decide di partecipare a Sanremo dopo un viaggio insieme ad alcuni membri della casa discografica con cui aveva un contratto, la RCA italiana. A tal proposito afferma in un’intervista:

“Io ho sempre imboccato la strada sbagliata. Sbagliai quando mi illusi di diventare ingegnere e a casa mia non c’era una lira, sbagliai quando mi misi a scrivere canzoni e quando mi illusi di fare un mestiere. Ho sbagliato pure adesso a venire a Sanremo, anche se mi ci hanno voluto loro, perché io non ho fatto una mossa per venirci, e magari non ci fossi venuto mai”. 

Porta sul palco la canzone “Ciao amore ciao”, che arriva 12^ prendendo solo 38 voti su 900. Tenco alloggia nella camera 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo. Due giorni prima di morire, il 27 gennaio del 1967 Tenco confessa al fratello Valentino di aver ricevuto delle minacce di morte. Tuttavia la tesi più avvalorata a distanza di 40 anni è quella legata al suicidio.

Ancora oggi Luigi Tenco rimane uno dei cantautori più importanti che siano mai esistiti all’interno del panorama musicale italiano. Ogni anno viene consegnato il Premio Tenco durante la Rassegna della canzone d’autore” a coloro che si sono distinti particolarmente durante il corso della loro carriera. Le Targhe Tenco invece sono assegnate ai migliori dischi italiani di canzone d’autore.

Ciao Tenco, qui nessuno ti dimenticherà mai.

“CREDO CHE UN UOMO DEBBA ESSERE INTERAMENTE QUELLO CHE VUOLE ESSERE”

 

 
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Autore dell'articolo: Ambra Proto

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