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Milk sharing: torna la condivisione del latte materno

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Il latte materno è stato da sempre considerato un salvavita per i neonati, in particolare per quelli nati prematuramente. Il mestiere della balia o mamma di latte esiste e viene praticato da secoli. Per esempio, agli inizi nel ‘900, era molto usuale in particolare per le famiglie ricche scegliere una puerpera (nutrice), che allattasse il proprio figlio. La balia doveva essere in buona salute e con una corporatura robusta. Essa avrebbe dovuto nutrire sia il proprio figlio che l’altro neonato che l’aveva come mamma di latte in affitto. La pratica del milk sharing quindi è sempre esistita, adesso sta tornando molto di moda. Spopola l’acquisto e la condivisione del latte materno online. In merito all’argomento, però sono intervenuti gli esperti, durante il Meeting annuale delle Pediatric Academies Societies (PAS), attualmente in corso a Baltimora (Stati Uniti). La pratica del milk sharing non è molto sicura. Scopriamo quali sono i rischi.

 

Condivisione del latte materno online: milk sharing

Assistiamo sempre di più a fenomeni che nel corso della storia prima prendono piede e diventano delle professioni, poi una volta analizzati i rischi e tutte le contro indicazioni vengono abbandonati. Il mestiere della nutrice, che condivideva il latte materno era stato messo da parte tra il 1800 e fine 1900, sia per l’ambiguo legame che si instaurava tra bambino e mamma di latte in affitto e soprattutto per il rischio di trasmissione di malattie di vario genere. Adesso però la pratica del milk sharing sta tornando molto in voga, più di 55 mila mamme nei paese anglosassoni acquistano latte materno in rete, ma secondo gli esperti del Cohen’s Children Medical Center di New York, tale pratica non è assolutamente né regolamentata né controllata. La pratica del milk sharing per risorgere dovrebbe essere controllata, regolata e affidata a delle banche apposite.

 

Prezzi del milk sharing

L’acquisto di latte materno in internet è un commercio vero e proprio. I prezzi latte variano da 4,5 a 10 euro per 100 grammi. I paesi dove la pratica è più diffusa sono Stati Uniti e Gran Bretagna. Al momento il latte che viene veduto online è privo di controlli e non si può sapere se le madri assumono farmaci, fumano, bevono alcool o fanno uso di droghe. Nemmeno il trasporto del prodotto è sicuro, non si ha certezza di assenza di contaminazioni.

 

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Autore dell'articolo: Lisa

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LDG Contributor Laureata in psicologia, collabora come redattrice per la testata giornalistica ftNews, occupandosi della sezione cultura (poesie, arte, prosa). È Editor sul quotidiano "Paese Roma": giornale partecipativo. È contributor per Blasting News. Nella vita è impiegata in una società di telecomunicazioni. E' scrittrice e poetessa, il suo ultimo libro è "Daylight" per quanto riguarda le poesie. Invece per i fumetti ha pubblicato in collaborazione con un altro artista la serie "Human's end" e un saggio dal titolo: "La mostruosa arte di Go Nagai".