Cyberspionaggio, Renzi tra le vittime

Dopo l’arresto per cyberspionaggio di un ingegnere nucleare e della sorella stamattina, sono iniziate le indagini sulle informazioni che la Polizia Postale e l’Fbi hanno ritrovato all’interno di vari terminali, utilizzati dai due per archiviare i dati rubati. Tra le vittime di questa operazione, anche l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, oltre al Presidente della BCE Mario Draghi e Mario Monti, il tecnico economista poi entrato in politica dopo le dimissioni di Berlusconi.

I dati esaminati dalla Polizia rivelano che Renzi e il sito del Partito Democratico erano sotto stretta sorveglianza, così come il computer di Monti e Draghi. I due arrestati, personaggi famosi nella sfera finanziaria di Roma, erano entrati anche nel dispositivo di Saverio Capolupo, comandante della Guardia di Finanza, Vincenzo Scotti e Fabrizio Saccomanni. In Vaticano, erano spiati il cardinale Gianfranco Ravasi e i computer della Casa Bonus Pastor (una struttura alberghiera gestita dal Vicariato romano).

La riservatezza al tempo del cyberspionaggio

Attraverso la mail contenenti il malware, i due fratelli avevano accesso non solo alle caselle di posta dei diretti interessati, ma potevano accedere anche alle poste elettroniche di altri politici. Quindi, inviando il malware a Paolo Bonaiuti (portavoce di Berlusconi), attraverso le mail che si scambiavano poteva rintracciare l’indirizzo dell’ex senatrice Brambilla, infettando anche il suo computer. Tra gli altri nomi importanti vi sono anche Capezzone, Caldoro e Gramazio.

Enti istituzionali tenuti sotto controllo

I due fratelli, Giulio Occhionero e la sorella Francesca Maria, non controllavano solamente i politici. All’interno dei computer utilizzati per lo scopo c’erano moltissimi siti di istituzioni, come quello della Banca d’Italia, di alcune università e regioni.

Il pm Eugenio Albamonte, dopo l’arresto, ha spiegato che gli Occhionero penetravano in siti istituzionali protetti e accedevano a profili privati in modo abusivo, per sottrarre informazioni da rivendere o creare disagi. Essendo entrati anche in account di personaggi legati al mondo militare e politico, c’è anche l’accusa di aver messo a rischio la sicurezza nazionale, in un periodo in cui gli attenatti sono quasi all’ordine del giorno.

Tra gli intercettati, i membri appartenenti a una loggia massonica. Sono stati individuati e fermati e dovranno rispondere alla Polizia del reato di aver costituito un’associazione segreta.

Via

Share This: