Istanbul, Isis rivendica attentato

Ieri sera, a meno di 24 ore dall’attentato di Istanbul, l’Isis ha diramato un comunicato, nel quale si prende il merito dell’azione compiuta dal proprio martire. L’attacco terroristico è avvenuto poco dopo la mezzanotte, da un uomo apparentemente originario dell’Asia Centrale che è entrato in un nightclub travestito da Babbo Natale e ha iniziato a sparare. Il bilancio non ancora ufficiale parla di 39 persone morte e quasi 70 i feriti.

La Farnesina ha confermato che nessun italiano è rimasto coinvolto nell’attacco. Il gruppo presente al nightclub Reina si è salvato gettandosi a terra fino al termine della sparatoria.

Isis: “Turchia servitore della croce”

Secondo la rivendicazione dell’Isis, pubblicata tramite la loro agenzia di stampa Amaq, l’attentato è una vendetta per i bombardamenti contro i mussulmani in Siria e definisce la capitale turca Ankara di essere un servitore della croce. Il gruppo terroristico ha confermato che l’attentatore aveva sia dei kalashnikov sia delle granate.

“Che il governo apostata della Turchia sappia che il sangue dei musulmani che viene sparso dai bombardamenti dei suoi aerei si trasformerà in fiamme nella sua casa”. Queste le parole che si leggono nella rivendicazione, in cui si “giustifica” l’attentato come risposta ai continui bombardamenti siriani.

Per la prima volta, il comunicato è riportato sia in lingua araba che turca.

Attentatore legato all’attentato dell’aeroporto di Istanbul

La Polizia, dalle immagini delle telecamere che hanno ripreso l’attentatore, ipotizzano che appartenga a una cellula terroristica legata all’Isis attiva in Turchia, la quale ha avuto un coinvolgimento nell’attacco all’aeroporto Ataturk, a fine giugno dell’anno scorso. L’identificazione e l’elenco dei possibili nomi di complici sono stati possibili grazie agli interrogatori di 63 detenuti, sospettati terroristi, che hanno avuto contatti con componenti ad alcune cellule dell’Isis.

Nuovi attacchi turchi in Siria

In risposta all’attentato nel nightclub di Reina, la Turchia ha avviato diversi raid aerei nel nord della Siria, appoggiati subito da altri bombardamenti russi che in segno di solidarietà hanno affiancato gli aerei di Ankara nell’operazione.

Numerose invece le chiamate di cordoglio da parte dai Capi di Stato.

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