Pizza Dogge

Pizza Dogge, Regina delle feste è ‘na storia d’amore’

         
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La ‘Pizza Dogge’ o ‘Pizza Doce’, in Abruzzo, è la torta per antonomasia. La torta, in passato ha suggellato innumerevoli storie d’amore. Tuttora non c’è una festa importante, che non si concluda senza l’arrivo di questa regale meraviglia dolciaria. Il 1° dicembre 2019, si è tenuto, presso il Museo Stauròs nel santuario di San Gabriele in provincia di Teramo, il convegno in onore di questo dolce storico: ‘Sua Maestà la Pizza Dogge’.  La sala è stata allestita con una carrellata di foto di matrimoni d’epoca. Queste ritraevano gli sposi al momento del taglio della torta. Le autorità, gli ospiti, i relatori e maestri pasticceri, durante l’incontro, si sono tutti dati d fare per onorare la Regina storica delle torte.

L’arte dei maestri pasticceri per realizzare la Pizza Dogge 

Emozionanti sono stati i racconti di Fiorella Panetta, portavoce del Panificio- Pasticceria di Panetta Romeo. Fiorella ha ricordato la nonna mentre preparava l’impasto per la Pizza Dogge e la farcitura con la crema pasticcera, sia bianca che nera, con l’aggiunta della copertura di glassa o crema di burro aromatizzata al caffè. Ha detto che ancora oggi, nel loro laboratorio, riproducono la stessa ricetta che la nonna faceva allora. Altrettanto appassionante è stata la presentazione di Rosvelta, che affiancata da suo marito Angelo Merlini, ha raccontato di come la mitica Nonna Nella preparava il pan di spagna cuocendolo sulla brace con lu cupp. All’epoca non si usava il lievito, i soli ingredienti erano: uova, zucchero e farina. Rosvelta, nel suo laboratorio, presso la Pasticceria-Pasta all’uovo ‘Le dolci fantasia di Rosvelta’, riproduce ancor oggi con estrema semplicità e genuinità: il pan di spagna, la crema pasticcera e la pasta di mandorle proprio come da ricetta originale. L’unica variante sta nella bagna, che è stata alleggerita dall’alcool, rispetto a quella che si faceva un tempo, visto che adesso ci sono i frigoriferi e non serve usare il liquore per conservare una buona conservazione della torta.

“Sua Maestà” è anche poesia

 

‘Sua Maestà la Pizza Dogge’ ha ispirato anche la scrittrice Lucia Marconi, ospite del convegno durante il quale ha declamato una prosa scritta da lei stessa, omaggiando lo statuto sentimentale, definendolo prettamente femminile, perché non poteva essere altrimenti! La Pizza è femmina, è ricca, è gustosa, è delicata, è un trionfo di emozioni, passioni e amore. È proprio una Poesia! Così la prosa della Marconi narra:

 

 

La pizzadogge è na storia d’amore, è na poesia, è na passione.

P’arcundà la pizzadogge ce vo na lingua gnova e na vicchiarella coma me!

Sta vicchiarella e la pizzadogge nen so cose da poco.

So l’amore pe sta terra nostra, pe sti pajse, pe la tradizione e la bocca buona.

Non parlo di ricette, di creme, di liquori

ma di uno “statuto” sentimentale delle genti,

di un luogo, dello spirito creativo che è solo delle donne.

La pizzadogge…”un valore assoluto”, un impegno creativo, delicato,

la poesia della vita, le feste dei paesi, la fede e le sue processioni.

E poi…i matrimoni, anello di congiunzione e dolcezze gastronomiche.

Coma se fa a scurdà la pizzadogge di quei pranzi rurali,

coi canti, col vociare caldo di vino, la comunicazione di versi incomprensibili,

quella nenia contadina.

BACIO…VIVA GLI SPOSI…VIVA GLI SPOSI!

Nostalgia di qualcosa che torna e non si scorda più!

Continua…

In principio de la vita mì ci sta na pizzadogge,

na cucina calda, nu sartinille, na pignatella sporche di crema bianca e nira…sotta la ciminire.

La pizzadogge sta sopra lu tavuline, coma na reggina

tutta preparata, di bianco glassata :

chiare di uovo e zucchero montati,

abbracciata da un nastro bianco di carta traforata,

merlettata, come l’orlo di una gonna da sposa.

‘Nnanza lu tavuline ce sta mamma mì e la sacralità de la pizzadogge.

‘Ndrò nu belle giuvenotte e jaddumannò

Marì chaè ssa meravije..,chi sti ffa…?

É nu pane de spagna da vint’ove ripieno di crema bianca e nera.

É na pizzadogge!

Marì…me sa che ssì chiu bona tu de ssa pizzadogge!

Lu giuvenò…tu ti ni da je…-je deciò mammà…-

pecca, lu diaule dentra la casa ‘nge se po chiamà

La storia de lla pizzadogge, negli anni che seguirono

divento fiamma e tenerezze di un vero grande amore.

E sono qui, figlia canuta di un storia lontana, ricordata

Io ho terminato, e affettuosamente… vi ringrazio pure.

La pizzadogge che ci rallegri sempre, possa ritessere

come abbiamo fatto oggi

quel dolce ricordo di sua maesta…LA PIZZADOGGE, come una regina!

VIVA…VIVA…LUNGA VITA ALLA REGINA

 

Il convegno è stato patrocinato dal Comune di Isola del Gran Sasso d’Italia, in collaborazione con le associazioni: Genius Loci, Le Tre Porte, Taruss, I Musicanti, la Pro Loco Insula 2.0 e del Cai, nonché con il patrocinio del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga.

 

Fonte immagine: Blastingnews.com

Autore dell'articolo: Lisa

LDG Contributor Laureata in psicologia, collabora come redattrice per la testata giornalistica ftNews, occupandosi della sezione cultura (poesie, arte, prosa). È Editor sul quotidiano "Paese Roma": giornale partecipativo. È contributor per Blasting News. Nella vita è impiegata in una società di telecomunicazioni. E' scrittrice e poetessa, il suo ultimo libro è "Daylight" per quanto riguarda le poesie. Invece per i fumetti ha pubblicato in collaborazione con un altro artista la serie "Human's end" e un saggio dal titolo: "La mostruosa arte di Go Nagai".