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Stefania Bonomi intervista all’autrice de “Il Pentagramma dell’anima”

         
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Intervista alla scrittrice Stefania Bonomi – parte 2

Come si è avvicinata Stefania Bonomi al mondo letterario e quali sono i suoi riferimenti o i suoi autori preferiti?

Mi sono avvicinata al mondo letterario quando ero piccolina perché bene o male ho fatto la giornalista, ho avuto una carriera giornalistica. Per cui anche allora c’era un giornale per cui scrivevo che si chiamava “Alba” in cui,  non so se si ricorda, c’erano  brevi racconti e io li scrivevo. Posso affermare che la narrativa è sempre stata dentro di me, nel mio cuore.
Il giornale ci porta a scrivere delle cose diverse e molto più veloci, più concise; però il fatto di scrivere esprimendo qualcosa, dando dei concetti che durano è qualcosa che ho sempre avuto dentro tanto è vero che tra i settori in cui ho scritto il più rappresentativo e che mi piaceva di più è il turismo; ciò deriva dal fatto che quando vai a fare un viaggio e poi torni inserisci le tue vere emozioni in ciò che scrivi.

Sta già pensando eventualmente al successore de “Il Pentagramma dell’anima”?

Me lo stanno più che altro chiedendo perché ha un finale (che giustamente non si dice) molto particolare questo libro. Lei l’ha letto?

No, però meglio non anticipare il finale…

Diciamo che ha un finale che lascia aperta una porta. Per cui non dico di sì però sto cominciando a valutare la possibilità di scrivere un altro volume de “Il Pentagramma dell’anima”.

E quindi cosa c’è nel futuro di Stefania Bonomi?

Sicuramente c’è una strada aperta più verso la scrittura che non verso il giornalismo perché il mio primo libro risale al 2012 poi per motivi contingenti al lavoro ecc non mi sono più data alla scrittura.
Adesso è arrivato questo nuovo romanzo che sta vendendo su molto bene e che sta avendo molto successo. Credo anche di aver toccato  corde un po’ particolari nelle persone anche perché un po’ tutti noi vorremmo sapere cosa c’è dall’altra parte.
Il mio romanzo che non è un trattato esoterico, ma un libro spirituale di una ricercatrice, forse ce ne sono tanti ma essendo anche  un romanzo il pubblico si rispecchia in tante cose scritte; c’è anche un bel messaggio d’amore e questo per me è molto importante .
E’ certo che in base a come ci comportiamo qua, nell’aldilà abbiamo un percorso da fare che ci può portare delle grosse soddisfazioni anzi forse molto più grandi di quelle che abbiamo sulla terra.

Non è da tutti unire musica e spiritualità…

Quando lo scrivevo non mi stavo rendendo conto che cercando dei temi molto interessanti anche perché quando una scrittrice crea comunque non se ne rende conto… Adesso con tutte le lettere che mi stanno arrivando, le vendite ecc mi rendo conto che effettivamente sto toccando argomenti e corde che al pubblico piacciono molto.

Ha parlato anche di dare un seguito ma eventualmente potrebbe fare anche una trilogia?

Una trilogia forse diventa un po’ troppo anche perché credo che alla fine il lettore si stanca.
L’idea potrebbe essere quella del “Pentagramma due” ma con una conclusione anche perché poi sul mondo dell’aldilà più di tanto non si ha da dire.
E’ l’incrocio delle storie dei due personaggi, Maria Sole e Lucas Prandi, che fino alla fine non sanno di aver avuto il contatto con l’universo, perché i due personaggi che invece lavorano sono Leonardo Alfieri e Amanda che tentano di  farli incontrare, ma che non si evidenziano mai.
Quindi non è neanche un romanzo di fantasia come può essere per dire Ghost .
Qui loro non si incontrano mai: agiscono sempre attraverso le emozioni. Ogni volta che Maria Sole suona il piano, entra nella fase di  onde gamma. Esse  sono quelle onde che portano verso l’infinito, alle quali pervengono solo le persone che sanno meditare a livelli molto profondi.
Lei entra inconsapevolmente in queste onde gamma ed ecco che Leonardo riesce, anche lui, ad entrare nel suo canale energetico e a darle delle informazioni, ma lei non lo sa.
Leonardo Alfieri è ispirato al personaggio di Giorgio Faletti: ciò per me è molto importante. Come ho detto in tutte le interviste, mentre io scrivevo spesso lui era spiritualmente presente, poiché io e Giorgio Faletti eravamo molto amici.
Sinceramente lui mi è mancato molto. Tant’è vero che io ora sono invitata all’Elba a Marciana Marina il giorno 5 luglio per l’anniversario della sua scomparsa proprio per presentare il mio libro.
Faletti è entrato nel mio  libro: quando mi sono seduta a tavolino non ho detto Leonardo Alfieri è Giorgio Faletti. Mentre scrivevo, probabilmente, mi sono arrivate informazioni utili dall’altro mondo.  Mi arrivavano man mano che scrivevo e lui mi raccontava essendo appunto la scrittura in prima persona quello che c’era dall’altra parte.
E’ chiaro che alla conclusione del romanzo io, non avendo nozioni specifiche, sono anche rimasta un po’ stupita di tutte queste informazioni e ho fatto leggere il romanzo. Ho scelto due persone quotate ed esperte che scrivono libri di spiritualità che sono lo scrittore Marco Cesati Cassin e la medium Manuela Pompas. Per sapere esattamente che cosa avevo scritto e che cosa avevo inventato. Il loro apprezzamento è stato unanime: molte cose che io ho scritto si attengono anche a studi fatti, tanto che uno ha presentato il mio libro a Roma e l’altro a Milano.

I due presentatori del mio libro mi hanno spiegato che ricevere messaggi è un processo molto semplice. Esso può avvenire in ogni persona che ha un livello creativo molto alto.
Con questo non voglio dire che quello che io ho scritto è completamente attinente a ciò  che c’è dall’altra parte. Anche perché nessuno di noi lo può sapere, nessuno conosce la verità sull’altro mondo. Quello che dico è che  le informazioni che mi sono arrivate, sicuramente hanno una connessione con l’amico che se n’è andato il 4 luglio 2014.

Stimavo molto Faletti, sin dai tempi di “Drive In”…

Faletti amava la musica, pochi lo sanno ed io lo so perché sono stata sua amica.
Giorgio è diventato uno scrittore ma se n’è andato con il rimpianto di non essere mai riuscito a sfondare così come gli è accaduto da  scrittore nel settore musicale. Perché lui era un musicista poliedrico (suonava chitarra, pianoforte, e scriveva testi, tant’è vero che adesso c’è fuori un album di Dodi Battaglia dei Pooh con un brano scritto insieme a Giorgio che si chiama “Un’anima” e neanche a farlo apposta il mio libro si chiama “Il Pentagramma dell’anima” e non lo sapevamo.
Quindi qualche coincidenza c’è.
Si dice  che le coincidenze non esistono: credo, però, che qualche  connessione c’è stata. Quando ho parlato con la moglie di Giorgio, che conosco molto bene, mi ha detto che non era stupita di questa cosa. Perché lui le ha detto prima di andarsene “non dimenticatemi. Io farò di tutto per restare qua. In questo mondo”.
Un’ultima informazione: il libro si trova online in tutti gli store anche in formato e-book e nelle librerie su ordinazione.

 

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria