Emergenza scuole per rischio sismico

Emergenza scuole per rischio sismico

L’emergenza scuole per rischio sismico, stando agli ultimi dati di Legambiente, riguarda circa 15 mila edifici. Il MIUR pensa alla mappatura satellitare.

Emergenza scuole per rischio sismico. Solo il 60% scuole Italiane non è in zona sismica. I dati allarmanti affermano che questi edifici, rientrano nella classificazione tellurica 1 e 2, ovvero di grande intensità.

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, elementi alla mano, la situazione appare preoccupante. Le indagini, che si estendono anche agli asili nido, sono segnalate anche dall’ UVI (ufficio valutazioni  impatto) e dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca);

Secondo le statistiche MIUR l’emergenza scuole per rischio sismico riguarda il 58% degli Istituti; questi ultimi non sono a norma di sicurezza (nemmeno antincendio). Un dato agghiacciante evince che solo il 5% delle scuole italiane sono adeguate dal punto di vista sismico. Come spesso accade l’argomento diventa terreno di scontro tra Governo ed Enti locali; da parte loro i sindaci attendono sviluppi anche per questioni di responsabilità.

L’emergenza scuole per rischio sismico tra vecchio e nuovo Governo

Il vecchio governo Renzi, aveva istituito “Italiasicura scuole”, a seguito del terremoto in Emilia del 2014, ma dopo l’attuazione del Governo Conti, Italiasicura risulta chiusa.

Dei 10 miliardi stanziati a tal riguardo, in 4 anni, su 12 mila cantieri aperti la maggior parte del denaro non è stato speso.

Nel dettaglio, si riscontra, che sono circa 900 e più gli interventi finanziati e circa 500 nelle aree a rischio. Gli ambientalisti lamentano che di questo passo ci vorranno tanti anni per risanare tutto e mettere ogni edificio in sicurezza.

L’evoluzione dell’emergenza scuole per rischio sismico

La situazione di stallo sugli edifici scolastici, parte con il terremoto del Molise del 2002. Alle ore 11:30 del 31 di ottobre, una scossa di magnitudo 6.0 fa, crollare una scuola a San Giuliano di Puglia; 27 bambini e una maestra perderanno la vita.

Le indagini giudiziarie hanno portato a stabilire che il crollo della scuola è stato determinato da responsabilità umana; infatti progettisti, costruttori e tecnici comunali, non si sono preoccupati di mettere a norma l’edificio e di conseguenza sono stati condannati il 28 gennaio del 2010 dalla Corte di Cassazione.

A seguito, il 20 marzo del 2003 parte l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 che introduce l’obbligo di procedere alle verifiche di tollerabilità sismica nelle scuole. In particolare nell’articolo 2 comma 3, in cui si sottolinea di verificare da parte dei proprietari delle opere rilevanti, (come scuole e ospedali) la vulnerabilità. Questo decreto scadeva nel 2013.

Ma c’è voluto un altro terremoto per far rientrare la scadenza al 30 di agosto del 2018 con un altro finanziamento statale.

Non a caso, dopo il 2003 non è accaduto quasi niente. Le verifiche sismiche che risultavano essere ovviamente obbligatorie per tutti i comuni, non risultano effettuate.

Purtroppo L’OPCM, (Ordinanza del presidente del Consiglio), del 2003 non prevedeva sanzioni per chi non attuava interventi, con il risultato che molti sindaci hanno fatto finta di nulla.

Il percorso per risolvere l’emergenza scuole per rischio sismico

In questo settembre 2018 però, c’è forte tensione nei vari primi cittadini d’Italia, perché a seguito della sentenza di Grosseto, in cui si evince che la Corte Suprema ha accolto la richiesta della procura di Grosseto contro il sindaco di Roccastrada, per non aver chiuso l’edificio scolastico dichiarato non idoneo in data 28 Giugno 2013.

Ma i problemi sono iniziati già tempo prima quando, dopo il 24 agosto del 2016 con il Sisma di Amatrice, dove la scuola Romolo Capranica ristrutturata e inaugurata nel 2012 (anche grazie ai fondi post sisma del 2009) è crollata, insieme al resto del paese più vecchio. Le indagini della Guardia di Finanza, hanno portato a conclusione sia che la Edil Qualità, che si occupava dei lavori, non era in regola con la SOA (società organismi di accettazione) e quindi non garantiva la qualità professionale della stessa, in quanto ancor più importante, che il Sindaco non aveva adeguato l’edificio dal punto di vista sismico.

Si è dichiarato che hanno finanziato i lavori in due grosse tranche (una da 511 mila euro l’altra da 160 mila euro) ma, la richiesta per quest’ultima, non è mai pervenuta.

Il primo appalto fu effettuato per la riqualificazione della scuola secondo le norme antincendio, impianto, riscaldamento. Il secondo, (adeguamento sismico) mai avvenuto, appunto, per mancata richiesta da parte del Comune.

La mappatura satellitare

In sostanza, a questo punto, il nuovo Governo mira alla digitalizzazione delle scuole. Il progetto che si trova sotto la guida del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, presenta quella che lui stesso ha definito “Mappatura satellitare delle scuole”, che consiste nel tracciare i 40 mila edifici scolastici italiani sottoposti a gravi rischi in modo tale da fotografare, con un sistema denominato “COSMO-Skymed”gli spostamenti al millimetro degli edifici in modo da compilare entro il 2020 un fascicolo dettagliato su ogni fabbricato scolastico.

Il MIUR, in tal senso, lavorerà dunque a stretto contatto con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l’Agenzia spaziale al fine di apportare modifiche sostanziali all’attuale situazione.

 
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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio


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