“Minor Mali” è il titolo del cd dei Minor Swing Quintet

 

Minor Mali” è il titolo del cd dei Minor Swing Quintet.

Uscito l’8 giugno si apre con “Tipitappi” che include anche un cameo di Jamal Ruggero, figlio di Tommy.

Virtuosismo alle stelle, con qualche riferimento all’eclettismo anni sessanta, in particolare ai Led Zeppelin.

Si prosegue con “Le Bandit de Bambeto”, brano ispirato a quanto successo nel 2009 a Bambeto, un quartiere di Conakry (Guinea), dove era presente anche il chitarrista del gruppo.

Musica anche di protesta quindi.

Peccato che manchi un testo che forse avrebbe potuto veicolare anche un messaggio politico e sociale nei confronti di una tragedia che vide 160 manifestanti ammazzati.

Minor Mali” è invece la title track, quella che rende più facile il contatto col continente africano, sempre presente in tutto il disco.

Qui tutto nasce e prende forma da un accompagnamento di ngoni, strumento tradizionale del Mali, che a seconda dei gruppi etnici assume nomi diversi.

Il viaggio sonoro prosegue con “Vittorio” in cui è il violino a dominare e a lasciarsi andare in lunghi assoli.

E’ poi la volta di “Black Shark” in cui è ospite anche il famoso jazzista Fabrizio Bosso; un brano in cui è più facile immaginare un ponte con gli Stati Uniti e con la cultura Hip Hop moderna.

Senza ovviamente trascurare le proprie origini europee.

La Cometa di Halley” inizia con un gradevole arpeggio di chitarra a cui si uniscono subito tutti gli altri e fa da tramite  “Split”, una melodia in sette ottavi che torna indietro nel tempo fino al Progressive anni settanta di Orme e Banco del Mutuo Soccorso.

Ed è bello immaginare come sarebbe stato il brano con un supporto da parte del compianto Rodolfo Maltese.

Tuttavia il duo Matumaini e Paolo Prosperini non è da meno del chitarrista romano e danno quella che, a parere di chi scrive, è la miglior prova dell’intero lavoro.

Un vero e proprio “sfogo” che fa capire la grandezza dei musicisti coinvolti in questo progetto, capace di mescolare stili e generi con maestria senza eguali.

Chiude “SambaSabar” in cui è ospite Mbar Ndiaye al sabar, strumento a percussione che forse avrete avuto modo di ascoltare anche nelle canzoni di Youssou N’Dour.

Il Brasile ed il Senegal non sono mai stati così vicini.

Il Minor Swing Quintet ha fatto capire in soli otto pezzi un messaggio che si può riassumere in una sola parola: contaminazione.

Da ascoltare con cura e soprattutto da tramandare alle generazioni a venire.

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Minor Swing Quintet

 

 

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria