Papa Leone XIV oggi a Lourdes: “Medicina non si faccia serva della morte programmata, chi soffre non va eliminato”
(Adnkronos) – “La persona umana è ‘degna’ per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. La sua dignità non si misura e non si discute”. Il Papa a Notre-Dame di Lourdes incontra malati e operatori dell'Accueil Notre-Dame. E torna con forza sul fine vita ribadendo il fermo no della chiesa al suicidio assistito. “So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana – scandisce – deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. E ai malati dice: “Non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa”. “Accompagno con la preghiera le prove che state attraversando. Il mio pensiero va a tutti coloro che non possono essere qui e che, dalle loro case o dalle loro camere d’ospedale, sono uniti al nostro incontro”, dice il Pontefice che in un altro passaggio cita Wojtyla: “In un’epoca in cui alcune società tendono a distogliere lo sguardo o a chiudere gli occhi di fronte alla dignità della vita umana, ‘urge anzitutto coltivare, in noi e negli altri, uno sguardo contemplativo. È lo sguardo di chi vede la vita nella sua profondità, cogliendone le dimensioni di gratuità, di bellezza, di provocazione alla libertà e alla responsabilità. È lo sguardo di chi non pretende d'impossessarsi della realtà, ma la accoglie come un dono, scoprendo in ogni cosa il riflesso del Creatore e in ogni persona la sua immagine vivente’”. Il Papa si rivolge agli operatori. “Qui a Lourdes, città dei malati e della speranza, invito tutta la comunità degli operatori sanitari a ricordare il significato profondo della propria vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla. Sì, cari amici, siate servitori appassionati della vita! Nessuno – scandisce Leone richiamando il suo discorso ai membri della fondazione Lejeune pronunciato nel giugno scorso – ha il diritto, mai, ‘sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!’”. Il Pontefice ribadisce l’importanza di investire in cure palliative: “In questo senso, vi invito, da un lato, a sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca; dall’altro ad accompagnare con tenerezza i malati, come avviene qui a Lourdes, dove medici, infermieri, barellieri, cappellani, équipe pastorali dei malati e tanti altri ancora esercitano la loro vocazione al servizio della dignità della persona umana, affinché il mondo abbia la vita. Curando i corpi, voi curate anche le anime”. Il Papa, parlando a porte chiuse coi vescovi francesi, ha affrontato anche il tema degli abusi sui minori da parte del clero. Negli ultimi anni, – ha osservato nel discorso diffuso dal Vaticano – avete affrontato con determinazione il doloroso flagello degli abusi sui minori commessi da membri del clero o nel contesto ecclesiale. Avete preso decisioni coraggiose per rispondere, attraverso l'ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e un impegno determinato a favore di una cultura della prevenzione e della protezione contro questi crimini. Vi ringrazio per quello che avete fatto, e so che alcuni momenti sono stati molto difficili per la vostra Conferenza. È opportuno continuare sulla strada intrapresa mantenendo la massima vigilanza”. “Allo stesso tempo, – ha osservato – il vostro clero ha bisogno di essere sostenuto e incoraggiato; so che è oggetto della vostra sollecitudine paterna. Affinché nascano le vocazioni sacerdotali, il sacerdote deve essere atteso, ricevuto, amato e la sua identità – configurata in Cristo – deve essere chiara e ben compresa in seno al Popolo di Dio, per la gioia del Vangelo e il servizio della sua missione”.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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