Quando si verifica una disabilità intellettiva e quali sono i diritti per chi ne soffre
Tra i soggetti che rientrano nelle categorie protette ci sono anche coloro che soffrono di disabilità intellettiva.
Oggi ci occuperemo di capire come viene diagnosticato un ritardo mentale/disabilità cognitiva e a che cosa hanno diritto le persone che ne soffrono.
Quando si manifesta una disabilità intellettiva
La disabilità intellettiva viene definita come un disturbo dello sviluppo neurologico che si manifesta nei primi periodi dell’infanzia determinando:
- Un deficit nel funzionamento adattivo: la capacità di soddisfare gli standard socioculturali e per età appropriati per il funzionamento indipendenti nelle attività che vengono svolte nella vita di tutti i giorni;
- Un deficit nel funzionamento intellettuale: si manifesta nel ragionamento, nelle capacità di pianificare e risolvere i problemi, nelle capacità di apprendimento scolastico e nel pensiero astratto.
Dunque la disabilità intellettiva è una patologia dello sviluppo che presenta un funzionamento intellettivo molto inferiore alla media unito ad una serie di limitazioni nelle capacità della persona di adattarsi.
Coloro che soffrono di questa patologia vivono una condizione di incompleto o interrotto sviluppo psichico e caratterizzata da una compromissione, più o meno grave, delle proprie abilità motorie, linguistiche, cognitive, sociali.
È altrettanto importante per la salute del soggetto affetto da disabilità intellettiva il contesto socio culturale ed economico nel quale cresce.
In che modo viene valutata la disabilità intellettiva
La disabilità intellettiva viene valutata attraverso:
- Test psicometrici (Scale WISC, Scale Wechsler): considerano significativo un quoziente intellettivo inferiore di circa 70;
- Scala di maturità sociale Vineland: valuta e misura il comportamento adattivo.
Secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali la diagnosi deve essere fatta entro i primi due anni di vita nel caso in cui il ritardo fosse associato allo sviluppo motorio, comportamenti nelle relazioni, capacità di acquisire linguaggio.
Un livello di gravità del tipo medio lieve viene rilevato invece non prima dell’inizio della scuola primaria.
I bambini che presentano un funzionamento intellettivo minore di 70 presentano difficoltà in quasi tutte le funzioni cognitive.
Questo porta spesso a generalizzare le cose ma è importante ricordare che esistono diversi casi di disabilità cognitiva, con diverse sindromi e momenti.
Quali sono i diritti di coloro che soffrono di disabilità intellettiva
Sia i soggetti disabili che i genitori che se ne prendono cura hanno diritto ad una serie di agevolazioni e benefici.
Il primo passo per poterne usufruire è rappresentato dal riconoscimento di questa condizione.
Soggetti minorenni che presentano disabilità intellettiva riconosciuta al 100% e bisogno di sostegno per muoversi o per vivere quotidianamente (parliamo dunque di soggetto non autosufficienti) possono ottenere un’indennità di accompagnamento o mensile di frequenza come previsto dalla legge numero 289 del 1990.
A tal proposito occorre precisare che con la Sentenza numero 1377 la Corte di Cassazione ha stabilito che questi diritti sono validi anche per disabili minori di età.
L’articolo 1, comma 2 della Legge 508 del 1998 prevede infatti che l’indennità di accompagnamento può essere rilasciata ai minori che necessitano di una forma di aiuto diversa rispetto a quella di un bimbo senza patologie.
Il riconoscimento di queste patologie su un minore richiede l’intervento della commissione medica.
Diversamente l’indennità di frequenza è associata all’inserimento in ambito sociale e scolastico e viene riconosciuta al soggetto minore che ha difficoltà persistenti a svolgere le stesse attività dei suoi coetanei.
Quando il minore raggiunge la maggiore età è necessario ripetere la visita di valutazione fatta inizialmente per confermare o meno le condizioni che legittimano il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.
Diversamente l’indennità di frequenza non può essere concessa anche ai maggiorenni e viene sostituita dai benefici previsti per soggetti di età compresa tra i 18 ed i 65 anni.
Coloro che diventano maggiorenni non hanno più diritto a ricevere aiuti economici: è vivamente consigliato rivedere ed aggiornare tutta la documentazione prima del compimento dei 18 anni.
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