Colantoni

Roma, Colantoni: “E stata portata su con una serie di decisioni sfacciate. Il ds si è lamentato per ogni partita e…”

Questa mattina sulle frequenze di “Radio Olympia“, (la stazione radiofonica che parla di Lazio) il giornalista Paolo Colantoni durante la trasmissione condotta insieme a Daniele Magliocchetti e Mauro Simoncelli, è entrato già in clima derby, criticando gli arbitraggi, reo secondo lui, di aver avuto la Roma e facendo un appunto al club biancoceleste, per non protestare quando ha subito dei torti arbitrali. Di seguito vi riportiamo le sue parole a riguardo.

Le cose più gravi sono state Lazio-Udinese e Lazio-Torino, le ultimissime perché era un momento tuo difficile e se mi dai rigore espulsione contro l’Udinese, lì la Lazio aveva l’opportunità di andare 2-1 e giocare 11 contro 10 e mi dai rigore contro il Torino, che eravamo sull’1-0 e la chiudi la partita. Sono abbastanza certo che 4 punti li porti a casa, certo devi segnarli i rigori, c’era Milinkovic in porta, tutto quello che vuoi, anche se nell’ultimo periodo non è più una sicurezza. Guarda 4 punti in più oggi cosa vorrebbe dire“.

Resto dell’idea che l’errore più grande lo fa la Lazio nel non dire nulla e nel non protestare, era un passaggio decisivo. Diventa quasi una complicità implicita che tu non puoi permetterti. Nel calcio di oggi che è mediatico, la Roma è stata presa e portata su con una serie di decisioni: alcune nel dubbio la favorivano, altre proprio sfacciate e ha vinto una serie di partite per 1-0, su rigore, sull’espulsione a favore, o su altre situazioni dove è stata letteralmente trascinata. Nell’opinione pubblica oggi passa il concetto che la Roma ha avuto dei torti perché all’inizio stagione c’è stato il direttore sportivo (Florent Ghisolfi n.d.r.) che non ha fatto altro che lamentarsi per ogni partita e per ogni cosa“.

Il Corriere dello Sport hanno fatto il dossier anche per la Lazio, ma la differenza è che su quello della Roma, nella società c’è chi ci ha ricamato sopra. Nella Lazio, se io ti faccio il dossier e resta lì morto, ma chi lo segue, chi lo sponsorizza, chi lo porta avanti, chi lo esalta, chi lo evidenzia? Questo non autorizza nessuno a farti quello che ti hanno fatto e non è che siccome la Lazio non protesta, allora mi devi massacrare, però se mi sto giocando qualcosa d’importante e subisco quello che subisco, ma possibile che non c’è nessuno che si prende la cosa di alzare un attimo la voce e di dire qualcosa nei modi giusti“.

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