Scudetto Inter 2006, Zuliani attacca: “Più finto di questo non esiste al mondo, vinto grazie a Guido Rossi e company. Facchetti chiamava per…”
A vent’anni dallo scudetto 2005-2006, assegnato all’Inter dopo le sentenze di Calciopoli, torna ad accendersi il dibattito. A riaprire la discussione è Claudio Zuliani, giornalista e volto vicino all’ambiente Juventus, che sul proprio canale YouTube ha dedicato un lungo intervento al titolo nerazzurro, definendolo uno scudetto “a tavolino” e criticando duramente la gestione della vicenda.
“20 anni fa oggi l’Inter vince il 14º scudetto. Il primo titolo a tavolino”, ha esordito Zuliani. “Non il primo titolo a tavolino della storia, ma il primo titolo come l’ha vinto Moratti. Fino a quel momento aveva speso miliardi e miliardi senza vincere niente“.
Nel suo intervento il giornalista ha poi ripercorso gli anni precedenti dell’Inter, attaccando la gestione della società nerazzurra: “Perché? Perché faceva gli scambi tipo Carini, perché comprava Recoba facendolo giocare con un documento falso. Faceva queste cose perché era inadatta al mondo del calcio, buttava via soldi“.
Secondo lui, l’unico modo per arrivare al successo sarebbe stato quello di sfruttare la situazione creatasi dopo Calciopoli: “L’unico modo per vincere qual era? Questo: prendere roba altrui“.
“Scudetto vero? Ma è arrivata terza”
Zuliani ha poi contestato la definizione di “scudetto vero” utilizzata negli anni dall’ambiente interista:
“La cosa divertente è che oggi, 20 anni fa, la Gazzetta dello Sport da una parte e il Corriere dello Sport dall’altra affrontavano la giornata così: scudetto vero, scudetto giusto”. Come scudetto vero? È arrivata terza in classifica, non seconda, terza. A novembre era già a meno 14 punti. Scudetto vero di che? Uno scudetto più finto di questo non esiste al mondo. Hanno vinto un titolo senza vincerlo sul campo. Se lo sono vinti da soli grazie a Guido Rossi e company“.
L’attacco a Guido Rossi e alla prescrizione
Uno dei passaggi più duri riguarda il ruolo dell’ex commissario straordinario della FIGC Guido Rossi e il tema delle telefonate emerse negli anni successivi:
“Moratti ha aspettato, non ha detto niente durante il procedimento con eleganza e stile. Non lo ha chiesto, ha detto: ‘Fate voi”. E certo che non l’ha chiesto, tanto sapeva che Guido Rossi, essendo uno dei suoi, come commissario straordinario alla FIGC, gliel’avrebbe consegnato. Che problema c’era?”.
Sul tema delle telefonate dell’Inter finite sotto esame, ha poi aggiunto: “Il procuratore Palazzi, appena ha avuto le telefonate dell’Inter, ha fatto la sua relazione, ha detto illecito, responsabilità diretta, peccato che era andata in prescrizione. Se era così elegante, se era così di stile, se ha rispettato le regole, perché non si è fatto processare? Doveva dire: ‘La prescrizione non la voglio perché io sono innocente, giudicatemi’. E invece no“.
“Lo scudetto dell’onestà? Ricorda quello del Napoli”
Zuliani ha poi criticato anche il concetto dello “scudetto dell’onestà”, spesso associato all’Inter del post-Calciopoli.
“Lo scudetto dell’onestà che c’era a Milano. E certo più onesto di uno che prende passaporti di un certo tipo, che prima con Herrera metteva le pasticche nei caffè dei suoi giocatori, che nel 2000 con le plusvalenze insieme ai cugini del Milan si scambiano giovani allegramente. Lo scudetto dell’onestà di ieri ricorda molto quello di oggi del Napoli. De Laurentiis ha detto: ‘Io gli scudetti li ho vinti onestamente a differenza degli altri’. Poi gli altri siamo sempre noi“.
“Se fosse successo alla Juventus avrebbero parlato di scudetti della disonestà”
Nel finale Zuliani ha insistito sul tema della disparità di trattamento.
“Se c’è l’Inter non dice niente nessuno. Se c’è la Juve i suoi sono gli scudetti della disonestà. Facchetti chiamava l’arbitro in Coppa Italia per chiedergli di fare il 5-5, cioè di mettere a posto i tabellini a favore dell’Inter. Questo è successo”.
Infine la conclusione sarcastica: “14º scudetto meritato, giusto, vero? Uno dei più veri della storia del calcio italiano. Festeggiatelo, ve lo esortavano a festeggiare. Una roba dove essere nati terzi in classifica, festeggiatela solo da noi“.
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