Tessuti tecnici per esterni: come si legge una scheda tecnica e cosa significano i numeri
Nella scelta di una tenda da sole, di un telo o di una copertura, la discussione con il rivenditore finisce quasi sempre sul colore e sul prezzo. Sulla scheda tecnica del tessuto, dove si trovano le informazioni che determinano quanto durerà, lo sguardo si posa raramente.
È un errore comprensibile, perché quei numeri non sono intuitivi. Vale però la pena capirli, perché la differenza di durata tra due tessuti che in negozio sembrano identici può essere di diversi anni.
Prima del tessuto viene la tipologia
Una premessa necessaria: la scelta del tessuto è il secondo passaggio, non il primo.
Le guide di settore, comprese quelle costruite su base locale come l’approfondimento dedicato alle tende per esterno monza, partono sempre dalla tipologia di tenda prima che dal telo, e il motivo è tecnico: una tenda a bracci, una a caduta, una a cassonetto e una a guide laterali sollecitano il tessuto in modi completamente diversi, e il telo giusto per una è sbagliato per l’altra.
Una tenda a caduta su grandi superfici lavora in tensione verticale e richiede stabilità dimensionale. Una a bracci subisce torsioni e sfregamenti sui punti di rinvio. Una protetta da cassonetto resta asciutta tra un uso e l’altro, quindi tollera tessuti meno resistenti all’umidità.
Definita la tipologia, i numeri iniziano a significare qualcosa.
La fibra: acrilico o poliestere
La prima informazione da cercare è la composizione, e nella maggior parte dei casi si tratta di una scelta tra due famiglie.
L’acrilico tinto in massa ha il pigmento incorporato nella fibra durante la produzione, non applicato in superficie. Questo gli dà una resistenza allo scolorimento molto superiore, perché il colore non può essere asportato dalla radiazione solare o dai lavaggi. È la scelta standard per le tende da sole di qualità.
Il poliestere ha maggiore resistenza meccanica allo strappo a parità di peso e costa meno, ma con colorazione superficiale scolorisce più rapidamente. Trova impiego dove la sollecitazione meccanica prevale sull’esposizione prolungata.
Esistono poi i tessuti a base di PVC e il textilene, una rete di fili rivestiti, usati dove serve visibilità attraverso il telo o massima resistenza all’acqua.
La grammatura
È il numero più citato e il più frainteso. Indica il peso per metro quadro, espresso in grammi.
Una grammatura maggiore in genere significa tessuto più robusto e più opaco, ma non è una misura di qualità in assoluto: un acrilico da trecento grammi può superare in durata un poliestere da quattrocento.
Serve soprattutto per confrontare tessuti della stessa famiglia. A parità di fibra e di trattamenti, la grammatura è un buon indicatore di quanto il telo resisterà alle sollecitazioni meccaniche e al vento.
Il fattore solare e la protezione dai raggi ultravioletti
Qui si trovano due parametri distinti che vengono spesso confusi.
Il fattore solare indica la quota di energia solare che attraversa il tessuto. Più è basso, più il telo tiene fuori il calore. È il parametro che conta per il comfort termico e quello che rileva per le agevolazioni fiscali sulle schermature solari, dove sono previsti valori soglia.
Il fattore di protezione dai raggi ultravioletti indica invece quanta radiazione UV viene bloccata, ed è rilevante per la protezione delle persone e per la conservazione di arredi e pavimentazioni sotto il telo.
Un tessuto può bloccare molti raggi ultravioletti e scaldare comunque, perché l’energia termica sta prevalentemente nell’infrarosso. Sono due cose diverse e vanno lette separatamente.
La solidità del colore
È il parametro che racconta quanto il telo resterà del colore con cui lo avete comprato, e viene espresso su una scala convenzionale.
I valori più alti indicano ottima resistenza, quelli bassi uno scolorimento rapido. Nei tessuti di qualità il dato è dichiarato; quando manca, è in sé un’informazione.
Attenzione a un aspetto pratico: i colori scuri e saturi tendono a mostrare lo scolorimento in modo molto più evidente dei colori chiari, anche a parità di solidità dichiarata.
I trattamenti
Oltre alla fibra contano le finiture applicate.
L’idrorepellenza impedisce all’acqua di penetrare nella trama. Va distinta dall’impermeabilità totale, che richiede un rivestimento continuo e toglie traspirabilità.
I trattamenti antimuffa e antimacchia sono rilevanti nei climi umidi e nelle installazioni poco ventilate. Perdono efficacia nel tempo e in alcuni casi possono essere riapplicati.
I trattamenti autopulenti riducono l’adesione dello sporco, limitando la frequenza delle pulizie.
Cosa chiedere concretamente
Riassumendo, le domande utili al rivenditore sono cinque: composizione della fibra, modalità di colorazione, grammatura, fattore solare e solidità del colore.
Se il venditore fornisce questi dati con la scheda del produttore, si ha materiale per confrontare due offerte in modo sensato. Se risponde in modo generico parlando solo di qualità, la cosa più economica che si può fare è chiedere la scheda tecnica per iscritto prima di decidere.
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