Alimenti: torna la raccolta di funghi, tossicologo Mannaioni ‘controllateli sempre’

(Adnkronos) – Oltre 70 chili di funghi privi di tracciabilità, insieme ad alimenti precucinati venduti illegalmente, sono stati sequestrati dalla Polizia Locale a Roma, nel mercato di Porta Portese. Un episodio che riporta l’attenzione sui rischi legati al consumo di funghi raccolti o acquistati senza adeguati controlli. Con la stagione dei funghi appena iniziata, infatti, aumenta anche il rischio di intossicazioni, soprattutto per chi si improvvisa raccoglitore senza avere una preparazione specifica. "Se non si è esperti, e non si possiede un apposito patentino, bisogna essere molto prudenti", spiega all'Adnkronos Salute Guido Mannaioni, presidente della Società italiana di Tossicologia (Sitox). "Eccesso di fiducia in se stessi o ignoranza: per questi motivi si continua a finire in ospedale e, nei casi più gravi, a morire per un’intossicazione da funghi". Riconoscere un fungo commestibile da uno velenoso non è sempre semplice. L’aspetto può trarre in inganno e alcune specie tossiche possono essere confuse con quelle commestibili. "Ci sono anche casi di persone immigrate in Italia che, non conoscendo i funghi presenti nel nostro Paese, li hanno raccolti e consumati, rimanendo poi intossicate", racconta Mannaioni. Tra gli episodi ricorda quello di una famiglia peruviana intossicata in Toscana, "fortunatamente senza gravi conseguenze". La regola, quindi, è una sola: far controllare sempre i funghi raccolti prima di consumarli, rivolgendosi agli esperti micologi delle strutture sanitarie territoriali. "Se si ha un patentino significa che si è acquisita una preparazione micologica", sottolinea l'esperto. "Il problema è che alcune persone pagano una tassa alla Regione e pensano, per questo, di essere in grado di riconoscere tutti i funghi. In caso di incertezza, invece, è sempre meglio farli controllare".  Le intossicazioni "gravi o mortali da funghi, fortunatamente, sono eventi stagionali relativamente rari. Ma la prudenza resta fondamentale. No ai funghi crudi, per esempio nelle insalate: è meglio cuocerli sempre" raccomanda Mannaioni. Una cottura adeguata può eliminare alcune sostanze responsabili di disturbi gastrointestinali, anche se non rende commestibile un fungo velenoso".  Tra i sintomi di un’intossicazione possono comparire vomito e diarrea coercitivi, ma alcune intossicazioni possono avere conseguenze molto più gravi e richiedere il ricovero in ospedale. Anche per questo, "davanti a un fungo di cui non si è assolutamente certi, la scelta più sicura è non consumarlo e rivolgersi ai servizi micologici delle Aziende sanitarie locali". In sintesi "tutti i funghi possono determinare sintomi gastrointestinali, soprattutto se mangiati crudi. Quelli particolarmente velenosi (amanita falloides) anche se cotti mantengono la loro mortalità perché la tossina potenzialmente mortale (amanitina) è termostabile cioè non si degrada con il calore" conclude. 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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