Fabrizio Biasin

Biasin sul caso Bastoni: “C’è ipocrisia. L’indignazione? In realtà è rabbia per i punti persi. Chi lo fischia dovrebbe…”

Il giornalista e tifoso intetista, Fabrizio Biasin, è tornato sul dibattito scottante sui fischi rivolti ad Alessandro Bastoni e ribadisce la sua posizione: fischiare è un diritto sacrosanto dei tifosi, in qualsiasi stadio, però allo stesso tempo critica quella che definisce l’ipocrisia dietro a certe contestazioni.

Secondo Biasin infatti, chi fischia il difensore nerazzurro per un errore dovrebbe, per coerenza, fare lo stesso con tutti i calciatori che commettono sbagli simili. In caso contrario, l’indignazione non sarebbe legata al gesto in sé, ma alle conseguenze che quell’errore ha avuto su una partita molto importante. Alla base dei fischi ci sarebbero soprattutto punti persi, effetti sulla classifica e il vantaggio ottenuto dall’avversario, elementi rilevanti dal punto di vista sportivo ma che, sottolinea Biasin, non hanno nulla a che vedere con l’idea di un calcio ‘più pulito’ evocata da molti tifosi.

A riguardo vi proponiamo il suo post sul suo profilo X:

In molti rilanciano questo tweet e dicono ‘qui però parlavi di diritto al fischio’. E infatti stra-confermo: fischiare è sacrosanto diritto di qualunque tifoso, in qualunque stadio, e non lo contesto affatto. Io contesto l’ipocrisia dietro al fischio: chi fischia Bastoni, per coerenza, dovrebbe fischiare tutti quei giocatori che prima di lui e dopo di lui hanno commesso e commetteranno errori uguali o simili, altrimenti costoro certificano di non essere affatto indignati per il gesto, ma per l’effetto che ha avuto su una partita storicamente importante. Per i punti. Per la classifica. Per il danno procurato a una squadra e il vantaggio che si è preso quell’altra. Per queste cose qui. Che sono certamente importanti, ma con l’ideale di un calcio “più pulito e sano e finalmente liberato dai giocatori brutti e cattivi” non c’entrano proprio nulla“.

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Fabrizio Biasin, il suo post su X

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