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Bonus ristrutturazione 2026 e cambio d’uso: quando si rischia di perdere la detrazione

Il bonus ristrutturazione 2026 dipende anche dalla destinazione dell’immobile al termine dei lavori. La sentenza n. 431/2026 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Veneto ha confermato il recupero della detrazione in un caso di trasformazione da abitazione a struttura turistico-ricettiva. La decisione richiama l’importanza di verificare il progetto edilizio e l’uso finale dell’immobile prima di avviare i lavori o modificarli.

Cosa ha deciso la sentenza 431/2026 del Veneto

Secondo la ricostruzione del caso, il fabbricato era inizialmente residenziale. Durante i lavori i proprietari avevano presentato una variante che prevedeva il cambio di destinazione d’uso per avviare un’attività di affittacamere. A opere concluse, l’immobile aveva quindi assunto una funzione turistico-ricettiva. La Corte ha ritenuto legittimo il recupero della detrazione disposto dall’Agenzia delle Entrate.

Il riferimento è l’articolo 16-bis del TUIR, che disciplina la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio. Per le singole unità, la norma riguarda immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, comprese le unità rurali e le relative pertinenze. Il requisito residenziale va valutato anche in relazione alla destinazione prevista dall’intervento e al risultato raggiunto.

Cambio da non residenziale a residenziale: quando spetta la detrazione

La detrazione può spettare anche per il cambio di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale, se il titolo edilizio indica chiaramente la trasformazione e l’immobile diventa effettivamente abitativo al termine dei lavori. Il percorso inverso, da residenziale a non residenziale, presenta invece il problema affrontato dalla sentenza veneta.

La pronuncia riguarda un caso concreto e non introduce una regola nuova per ogni immobile destinato a ospitare turisti. In particolare, una locazione breve non equivale automaticamente a un cambio urbanistico d’uso. Anche per un bonus ristrutturazione B&B, occorre verificare la destinazione prevista dal titolo edilizio e la disciplina regionale e comunale applicabile all’attività.

Aliquote bonus ristrutturazione 2026 e limiti di spesa

Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione ordinaria è pari al 36%, con un limite di 96.000 euro per unità immobiliare. L’aliquota sale al 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale e la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale. La detrazione si recupera in dieci quote annuali. Per il 2027 la disciplina attuale prevede il 36% per l’abitazione principale e il 30% per gli altri immobili.

Quali documenti verificare prima dei lavori

Prima di avviare il cantiere, il contribuente dovrebbe far verificare a un tecnico il titolo edilizio, la destinazione urbanistica prevista, i regolamenti locali e l’eventuale necessità di autorizzare un cambio d’uso. Se il progetto cambia durante i lavori, è opportuno valutare gli effetti fiscali prima di presentare una variante. Conservare le autorizzazioni e la documentazione tecnica aiuta a dimostrare la coerenza tra intervento, destinazione dichiarata ed esito finale.

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Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. Amante della formula uno e appassionato dell'occulto. Sono appassionato di oroscopo mi piace andare a vedere cosa dicono le stelle quotidianamente.