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Bosco: “Ci sono ombre sull’Inter e sulla conquista della seconda stella. La Juventus è penalizzata dagli arbitri, viene affossata”

Nel weekend ripartirà il campionato di Serie A con l’8^ giornata di campionato che ripartirà con il botto con due big match in programma: domani sera all’ “Allianz Stadium” di Torino si giocherà Juventus-Lazio; mentre domenica sera allo stadio “Olimpico” di Roma è in programma Roma-Inter. Intanto il giornalista e tifoso della Juventus, Andrea Bosco, in un editoriale su “Tuttojuve” ha polemizzato sulla conquista della seconda stella da parte dell’Inter e sul comportamento degli arbitri nei confronti della Juventus.

 

Andrea Bosco, la sua polemica su “Tuttojuve”

“La domanda è semplice: perché la Juventus gioca? Con la Lazio è tutto “già” deciso. La Juventus ha mezza squadra infortunata. La Lazio arriva da una striscia positiva, l’ex Baroni è il nuovo guru della stampa specializzata, mentre Thiago Motta è già stato archiviato. Il risultato è “già” scritto. Juve sconfitta, Lazio sul podio. Domanda successiva: perché la Juventus partecipa al campionato? Le Sibille di lungo corso lo hanno da tempo assegnato all’Inter (in alternativa al Napoli che non ha le coppe, ha Conte e ha Lukaku). Squadra “maravigliosa” l’Inter, completa, che gioca un calcio impeccabile, con un allenatore strepitoso e una dirigenza fantasmagorica. Il campionato? Non solo: per i “cumani” questa Inter può vincere la Champions. Può vincere la Supercoppa, la Coppa Italia, il Mondiale per Club. E se solo le va anche la Coppa del Nonno. Mai vista una simile piaggeria. Le lingue guizzano, al pari delle celebrazioni per la seconda stella. Che con un poco di pudore (uno dei quegli scudetti, notoriamente è di stantio cartone) non avrebbe dovuto essere celebrata. E traccio un tratto di oblio sul “primo” di quella storia: quello vinto spianando i bambini undicenni della Pro Vercelli. Perché oltre alla vulgata dei cicisbei di regime c’è anche la storia. E quella (anche se ripetutamente hanno provato a farlo) non può essere manipolata: È lì: storica”.

“Che nessuno si azzardi a pensare che il fervorino sia il frutto di uno scambio “rubato” al bar tra due tifosi di opposte fazioni. È quello che circola “stabilmente” in Federazione e all’Aia. In un mondo normale, non in quello “al contrario” nel quale si muove il calcio italiano, il referto di Marinelli sarebbe stato stracciato, Conceicao sarebbe stato graziato, la squalifica annullata. E Marinelli sarebbe stato preso a calci nel fondoschiena, mandato ad arbitrare tra i Dilettanti da qui all’eternità. I giornali (persino quelli di regime) avrebbero preteso la testa di Rocchi e le pubbliche scuse di Gravina. In un mondo normale. In quello del calcio italiano, allegramente avviato verso il baratro, con tante partite, tanti infortuni, pochi quattrini, sempre minor interesse tra i giovani (tennis, volley, automobilismo, motociclismo, persino vela: dice qualche cosa?), non lo dico io, lo ha ribadito anche recentemente Claudio Lotito, invece il comportamento, indecente e protervo di Marinelli viene considerato da Rocchi “eccessivo”. Dategli un premio a Marinelli: per eccesso di zelo. Fatto ai danni della Juventus è una medaglia al merito. Marinelli, appena dietro a Massa: i migliori”.

“Ora la Juventus dovrà dimostrare di che pasta è fatta: È in emergenza. Penalizzata dagli arbitri e dal calendario, ma è pur sempre la Juventus. Dove ogni giorno si dibatte del futuro di Pogba, e dove viceversa si dovrebbe dibattere sul sostituto di Bremer e di un vice Vlahovic in grado quanto meno di calcare il campo, visto che Milik è ormai stabilmente in infermeria. E magari fare chiarezza sul futuro di Arthur e su quello di Danilo. Come il difensore (che con Allegri era un punto fermo), sia diventato improvvisamente un peso morto è un mistero. Certo che questi brasiliani sono davvero singolari. Ce n’è un terzo in rosa (oltre a Danilo e al Pizzardone) alla Juventus: Douglas Luiz. Che contro la Lazio “potrebbe” (condizionale) giocare. È costato molto (non i 52 milioni che a TeleInter invariabilmente declinano), ma considerate le cessioni, una trentina abbondanti li è costati. Per ora: flop spaziale. Perché? Dovrebbe spiegarlo Thiago Motta. Che viceversa è più ermetico del criptex, giochino “perverso” del “Codice da Vinci”. Giocherà, forse giocherà. Io personalmente sarei curioso di vedere all’opera Adzic, il talento mai entrato, finora, in campo e penalizzato da un serie di infortuni. Senza Koop, senza Nico, senza Bremer, senza Milik, senza Conceicao. Questo, si spera, sia il tempo di Yildiz, di Thuram, di Kalulu, di Gatti: come diceva il compianto Gianlucaccio “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”.

 

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