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Contratti di lavoro flessibile: la somministrazione

         
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La somministrazione rientra nel novero dei contratti di lavoro flessibile. Il contratto stipulato tra somministratore e lavoratore prevede che quest’ultimo presti servizio presso un soggetto terzo, chiamato utilizzatore.

 Introdotto con la legge Biagi del 2003, volta a riformare parzialmente il mondo del lavoro, il contratto di lavoro in somministrazione risponde alle esigenze di un mercato occupazionale sempre più dinamico. Si può sostanzialmente dire che il lavoro somministrato abbia sostituito il lavoro interinale e che abbia come finalità principale quella di creare rapporti professionali più flessibili.

Cosa prevede il contratto di lavoro in somministrazione?

Il lavoro somministrato prevede un contratto tripartito. I soggetti interessati sono l’utilizzatore (un’impresa o un privato cittadino che necessita di nuovo personale), il lavoratore (che presta servizio, o meglio va in missione presso l’utilizzatore) e il somministratore (un’agenzia per il lavoro). Il contratto di somministrazione stipulato tra questi tre soggetti prevede che il lavoratore venga regolarmente assunto dal somministratore, sebbene sarà l’utilizzatore colui che concretamente beneficerà delle prestazioni professionali svolte.

Lavoro flessibile, contratto di lavoro in somministrazione quali sono le parti coinvolte?

Il contratto tra azienda e professionista può essere stipulato a tempo determinato o a tempo indeterminato. Quest’ultimo, nello specifico, prende il nome di staff leasing. A questo proposito, è possibile approfondire l’argomento e trovare informazioni in merito alle soluzioni di lavoro flessibile per le aziende sulla pagina dedicata di Jobtech, l’agenzia di somministrazione lavoro che opera esclusivamente in digitale.

 

È utile sapere che qualsiasi categoria professionale (dagli operai agli impiegati, senza escludere i quadri e i dirigenti) può prestare la propria attività lavorativa in somministrazione. A livello retributivo e amministrativo, il lavoratore somministrato avrà diritto a ricevere un trattamento pari a quello dei dipendenti regolarmente assunti dall’utilizzatore.

Contratto di lavoro in somministrazione, obblighi dell’azienda somministratrice

Questo significa che l’agenzia somministratrice, per legge, è tenuta a corrispondergli la stessa retribuzione e a riconoscergli i medesimi diritti previdenziali previsti dal contratto collettivo. Contemporaneamente, l’agenzia per il lavoro ha l’obbligo di formare i lavoratori e di istruirli in merito ai rischi per la salute e la sicurezza generalmente connessi alle attività professionali.

 

Il contratto di lavoro in somministrazione (a tempo determinato o a tempo indeterminato) è attualmente la formula prediletta dagli imprenditori o dai privati che necessitano di personale per un periodo temporaneo. Nel caso del contratto a termine è prevista una possibilità di proroga, nel rispetto delle norme emanate dal Ministero del Lavoro e previo ottenimento del consenso da parte del lavoratore. Per quanto riguarda invece lo staff leasing, tra lo scadere e l’inizio di una nuova missione il lavoratore ha il diritto di percepire un’indennità di disponibilità non inferiore all’importo previsto dalla vigente normativa.

 

Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. Amante della formula uno e appassionato dell'occulto. Sono appassionato di oroscopo mi piace andare a vedere cosa dicono le stelle quotidianamente.