Digitalizzazione e motori: le novità per gli automobilisti
La mobilità oggigiorno sta cambiando definitivamente: si ritiene, infatti, che la transizione automobilistica è nata a cavallo del 2021, considerato a tutti gli effetti come l’anno della ripresa. Sono cambiate molte cose in soli pochi anni e, tra i tanti mutamenti, ce ne sono parecchi che riguardano il settore delle auto.
Basti pensare che, dopo un blocco economico piuttosto grave, le vendite sono tornate a crescere e che, nonostante la sensazione collettiva di insicurezza e le carenze di materie prime, il mercato delle auto ha saputo affrontare tutte le avversità, con proposte sempre rinnovate e orientate al futuro. Vediamo quali sono le principali.
La digitalizzazione di burocrazie e amministrazioni
Per prima cosa, i sistemi di amministrazione pubblici delle auto hanno avviato un grande passaggio verso la digitalizzazione. La maggior parte delle pratiche, come quella per lo smarrimento della patente, per la compravendita di auto, per la certificazione dell’assicurazione e così via sono passate ai modelli digitali. Per esempio oggi non è più necessario esibire il talloncino dell’assicurazione perché, grazie alla targa, gli agenti preposti ai controlli sono in grado di identificare tutti i dati di riferimento di auto e proprietario.
Il rinnovamento del Parco auto nazionale
La digitalizzazione della mobilità rappresenta un punto di passaggio molto importante per la nostra società, una sorta di svolta decisiva che ha permesso di semplificare la gestione amministrativa. Non a caso dal Governo sono arrivati numerosi incentivi agli automobilisti, mirati soprattutto al rinnovo di auto vecchie e inquinanti in favore di modelli a impatto ambientale ridotto.
Questi incentivi provengono anche dagli impegni del nostro Paese presi in Europa, dove è stato programmato un piano che mira ad azzerare le emissioni di CO2 entro il 2055.
Ad ogni modo le novità sul mercato e la digitalizzazione del settore automotive hanno reso possibile l’ascesa di nuove realtà commerciali, sia sul fronte energetico che su quello automobilistico vero e proprio.
Un mercato più elastico e orientato alla condivisione
Recentemente sono emerse nuove formule di utilizzo e acquisto e i cittadini hanno potuto sperimentare i vantaggi della sharing economy. In particolare per molte persone è diventato più importante avere a disposizione un’auto che possederla, il che spiegherebbe il successo delle formule di leasing e di noleggio a lungo termine di cui si sente sempre più parlare.
Sul mercato si è iniziato a parlare anche di Smart Mobility, ovvero di tecnologie in grado di aumentare la sicurezza del guidatore attraverso intelligenza artificiale e connessione a Internet.
Un esempio è il Driver Condition Monitor, ovvero l’apparecchiatura che riconosce la segnaletica stradale, previene i colpi di sonno e assiste alla guida in caso di pericoli o ostacoli. Ne fanno parte anche gli ADAS, Advanced Assistance System, ovvero assistenti virtuali che supportano l’automobilista durante la guida, riducendo drasticamente le disattenzioni.
Una mobilità green anche tra i progetti del Governo
La nuova mobilità non riguarda solo i progetti nuovi: il profondo percorso di digitalizzazione, infatti, ha investito anche le piccole attività quotidiane come i pagamenti dei parcheggi, la trasmissione dei permessi di ZTL e così via.
Al centro delle attenzioni, come dimostrato anche dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, è il tema della sostenibilità che, come abbiamo avuto modo di sperimentare, va a braccetto con quello dell’innovazione.
Sono anni di grande evoluzione che, nonostante le preoccupazioni per la questione energetica e il caro vita, ci porteranno sicuramente a una società più green.
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