La Amstel Gold Race 2026 apre, come da tradizione, il capitolo delle Ardenne con un copione che promette spettacolo e incertezza fino all’ultimo metro. Domenica 19 aprile (partenza ore 11.15 circa), sulle strade nervose del Limburgo olandese, andrà in scena la 60ª edizione di una classica che negli anni ha imparato a reinventarsi senza tradire la propria identità.
Si parte da Maastricht e si arriva a Valkenburg, ma in mezzo ci sono oltre 250 chilometri di continui cambi di ritmo, curve, rilanci e soprattutto salite brevi e taglienti: ben 30 e più “muri” che trasformano la corsa in una battaglia di posizione prima ancora che di gambe. Non è una gara per velocisti puri né per scalatori classici: qui vincono i corridori completi, capaci di leggere la corsa e colpire nel momento giusto.
Il giudice più atteso resta il Cauberg, simbolo della corsa. Scalato più volte nel finale, non è più arrivo ma continua a essere il punto dove si accendono le ostilità: chi ha la gamba prova ad andarsene, chi resiste prepara la risposta nei pochi chilometri successivi. Ed è proprio questa soluzione – traguardo non in cima – a rendere l’Amstel una delle classiche più imprevedibili del calendario.
Sul piano tecnico, il percorso favorisce azioni da lontano e finali ristretti, ma difficilmente scontati. Le squadre dovranno gestire una corsa nervosa fin dalle prime fasi, evitando di farsi sorprendere da fughe pericolose su un terreno che non concede pause. Ogni salita può diventare quella giusta.
Amstel Gold Race, i grandi favoriti
Il primo riferimento è inevitabilmente Remco Evenepoel. Se è nella sua giornata, può fare la differenza anche da lontano: ritmo devastante, capacità di selezionare il gruppo e poi resistere nel finale. Il percorso vallonato è perfetto per le sue caratteristiche.
Occhi puntati anche su Mattias Skjelmose, vincitore uscente. Corridore completo, veloce su arrivi ristretti e sempre più solido nelle corse di un giorno: non parte da favorito assoluto, ma è uno di quelli che difficilmente sbaglia gara.
Le alternative credibili
Tra i corridori più pericolosi c’è Ben Healy, perfetto per un’Amstel aggressiva: ama attaccare da lontano e su questo percorso può davvero fare male. Attenzione anche a Tiesj Benoot, uomo da classiche per eccellenza: resistenza, esperienza e capacità di inserirsi nelle azioni decisive Nome caldo anche quello di Michael Matthews, uno dei migliori finisseur in gruppo ristretto: se si arriva in pochi, è tra i più veloci.
Gli outsider da non sottovalutare
- Marc Hirschi – talento e spunto negli ultimi chilometri
- Benoît Cosnefroy – sempre competitivo nelle Ardenne
- Tom Pidcock – se presente e in forma, corridore totale
- Julian Alaphilippe – esperienza e colpi da fuoriclasse