Formiche e Robot: “Avere più lavoratori non significa produrre meglio”. I risultati della ricerca

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Troppi cuochi in cucina rovinano il brodo, lo stesso vale per le formiche! Un recente studio scientifico ha messo in evidenza come le formiche collaborano e fanno squadra in modo efficiente ed efficace. I risultati della ricerca sono stati utilizzati per implementare una strategia efficace per i robot che devono scavare gallerie rapidamente utilizzando una minore quantità di energia.

Formiche e Robot: lo studio scientifico del Georgia Institute of Technology

“Avere più lavoratori non significa necessariamente fare più lavoro”, è quanto è emerso da un recente studio scientifico intitolato “Collective clog control: optimizing traffic flow in confined biological and robophysical excavation” pubblicato su Science. Le formiche creano reti di strette gallerie sotterranee scavando terreno a poco a poco come se fosse una squadra. Per capire le strategie utilizzate, Daniel Goldman, Docente alla School of Physics del Georgia Institute of Technology e i suoi colleghi del team di ricerca hanno osservato che solo il 30 per cento delle formiche svolge il 70 per cento del lavoro. Dunque, “in un team o in una squadra solo pochi membri portano avanti la maggior parte del lavoro“, ha sottolineato Goldman.

Robot all’opera: strategie per evitare gli ingorghi

Uno degli autori dello studio, Vadim Linevich, ricercatore del Georgia Institute of Technology, ha lavorato alla realizzazione di robot autonomi che riescano a scavare gallerie, evitando gli ingorghi e, si è ispirato proprio al lavoro di gruppo delle formiche. I ricercatori sono pervenuti alle seguenti conclusioni: «ben tre robot possono lavorare efficacemente in uno stretto tunnel orizzontale scavando sfere di plastica magnetica stampate in 3D che simulano il terreno appiccicoso. Nel caso in cui entri un quarto robot nel tunnel, determina un ingorgo che inibisce la continuazione del lavoro. Grazie a questi risultati, abbiamo creato una buona strategia per robot per scavare rapidamente con basse quantità di energia”. Per comprendere ulteriormente il processo, Goldman e i suoi colleghi hanno testato diverse strategie con quattro robot di scavo. “Uno ha scavato OK. Due hanno scavato OK. Tre insomma, ma con quattro un vero fallimento“, ha sottolineato Goldman. La squadra di ricercatori ha testato tre comportamenti potenziali per i robot, che hanno definito “volenterosi”, “inversione” o “pigri”. Utilizzando la prima strategia, quella volenterosa, tutti e 4 i robot si sono messi al lavoro e si sono bloccati rapidamente. Nel comportamento di inversione, i robot hanno rinunciato e si sono voltati quando hanno incontrato ritardi nel raggiungere il luogo di lavoro. Nella strategia pigra, è stato incoraggiato il dawling, il perdere tempo. “Quella volenterosa è la strategia migliore se hai solo tre robot, ma se ne aggiungi un quarto, il loro comportamento va in tilt perché si intralciano”, ha messo in evidenza il principale autore dello studio Jeffrey Aguilar, della School of Mechanical Engineering del Georgia Institute of Technology. “L’inversione produce scavi relativamente sani e sensati. Non è la strategia più veloce, ma non ci sono inceppamenti. Se si considera l’energia consumata, la cosa migliore è quella pigra”.

 
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Autore dell'articolo: Jacqueline Facconti

Redattore, Web Editor e Web Content Manager, collabora con varie testate e magazine professionali, cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione, tecnologia e merceologia. Laurea magistrale in Strategia, Management & Controllo conseguita con votazione 110 e lode, Laurea in Economia Aziendale conseguita con 110 e Lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista. Ha svolto la professione di Ricercatore e di Consulente assicurativo e finanziario.