Gianni Morandi torna live, poi sarà a Sanremo: “Un palcoscenico straordinario”

         
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BOLOGNA – “Era il febbraio 2020 quando abbiamo tenuto l’ultimo concerto, poi ci siamo dovuti fermare. Pensavamo che avremmo aspettato solo qualche settimana, e invece…”. E invece Gianni Morandi torna a esibirsi dal vivo questa sera dopo quasi due anni da quell’improvviso stop. Il cantante di Monghidoro riprende proprio lì da dove si era bloccato, ossia dal teatro Duse di Bologna, nel quale fino all’inizio della pandemia stava collezionando una lunga serie di sold out, tanto che ciclicamente si rendeva necessario aggiungere al calendario altre date: “Adesso – ha spiegato stamane in conferenza stampa virtuale – recupereremo gli ultimi live, quelli che avevamo dovuto cancellare, ma già ne è stato programmato uno nuovo per il 17 febbraio. Poi vedremo come andranno le cose”.

Nel frattempo ci sarà il Festival di Sanremo: “Per me è un palcoscenico straordinario, che ho vissuto in tutte le forme: sono stato in gara, vincendo nel 1987 con Ruggeri e Tozzi, ci sono tornato come ospite e, una decina d’anni fa, l’ho anche condotto. A Monghidoro, nel bar del paese, c’era un televisore annebbiato, e tutti guardavano lì il Festival. Mi ricordo quando nel 1958 vidi Domenico Modugno che cantava “Nel blu dipinto di blu”. Stavolta presenterò una canzone scritta da Jovanotti”.

Pensa che, se non ci fosse stato l’incidente alla mano di cui ancora oggi porta i segni, avrebbe ugualmente partecipato a Sanremo? “Probabilmente no, perché in quel caso Lorenzo (Jovanotti, ndr) non mi avrebbe telefonato per sapere come stavo, di conseguenza non mi avrebbe proposto “L’allegria” e, poi, questa “Apri tutte le porte” che presenterò in gara. Non è la classica canzone sanremese, ma vuole infondere speranza. Abbiamo deciso di mandarla ad Amadeus, e quando lui l’ha accettata ci siamo detti: cavolo, ma allora adesso dobbiamo andarci!”.

La mano ha influito altresì sulla sua attività musicale: “Talvolta riprendo la chitarra anche se ho ancora qualche difficoltà. Suono con tre dita, infatti volevo fare un tour e chiamarlo “Tre dita”. Baglioni sta facendo un tour che si chiama “Dieci dita”, io il mio volevo chiamarlo “Tre dita”! Scherzi a parte, quando in ospedale ho visto persone che stavano messe molto peggio di me, mi sono ritenuto fortunato”.

Ma nei progetti futuri di Morandi c’è anche un altro tour che, almeno per il momento, resta solo un’ipotesi: “Mi piacerebbe riuscire a far combaciare gli impegni miei, di Massimo Ranieri e di Al Bano per fare un tour tutti e tre insieme, anche se loro con quel vocione mi sovrasterebbero. Ne parliamo da tempo. Ci conosciamo da oltre 50 anni e siamo amici. Se Albano avesse saputo che io e Ranieri ci eravamo presentati al Festival, si sarebbe presentato anche lui”.

Autore dell'articolo: Massimo Giuliano