Vocalelli

Lotito, Vocalelli tuona: “Questo modo di comunicare non va bene. Alla Roma continuano a chiedere di fare degli sforzi, qui invece…”

Nel contenitore pomeridiano “Radio Radio lo Sport” in onda sulle frequenze di “Radio Radio“, si è subito partato delle dichiarazioni al quotidiano “Il Messaggero” del presidente della Lazio, Claudio Lotito, che non sono piaciute affatto al giornalista romano Alessandro Vocalelli.

Vocalelli, le sue parole a Radio Radio

Non ho più parole, mi sto anch’io per arrendere, non va bene nulla, ma non va bene neanche questo modo di comunicare facendo pensare che gli altri sono tutti incompetenti e scemi, per cui Lotito dovrebbe dire come è la situazione, ‘più di questo non posso fare’ e forse qualcuno capirebbe. Questo tentativo di far passare gli altri per sprovedduti ed incompetenti è la cosa che mi fa innervosire di più, quando poi conclude: ‘se dovessero servire mettere i soldi li metterei’. Ma perchè non servono? Qualcuno può realisticamente pensare tra quelli che non sono prevenuti, in questo caso positivamente, che la Lazio sia una squadra che dovrebbe ambire a risultati più importanti di quelli che ha collezionato negli anni scorsi. Stiano parlando di una grande società di Roma, che ha una storia e un blasone e che in questo momento è la sesta, settima, ottava forza del campionato, Mi piacerebbe che si parlasse con il cuore in mano alla gente e già sarebbe un grande passo avanti”.

Continuo a ribadire che c’è una comunicazione a due velocità tra la Roma e la Lazio: alla Roma nonostante i problemi che ci stanno, addirittura più importanti dell’indice di liquidità, non solo i tifosi, ma gli opinionisti, i giornalisti e i giornali, continuano a chiedere di fare degli sforzi perchè deve lottare per il vertice e fare una grande squadra, mentre nella Lazio ci limitiamo a registrare quello che succede in maniera narcotizzante. Se la Lazio il prossimo anno non dovesse arrivare al sesto posto non ve la prendete con Sarri, perchè da una parte può essere un valore aggiunto, però se le cose non vanno bene, non deve essere il capro espiatorio, perchè alla Lazio è sempre colpa dell’allenatore”.  

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