Maurizio Sarri a Sportitalia: “Lo Scudetto con la Juve è stato dato per scontato. A Napoli ho visto giocatori piangere per le scale”

 

Nella serata di ieri, il neo allenatore della Lazio Maurizio Sarri, è stato ospite della trasmissione “Sportitalia  Mercato” dove ha parlato maggiormente delle sue esperienze passate, ovvero Napoli, Juventus e Chelsea, mentre per quanto riguarda la sua nuova squadra, ne parlerà quando verrà presentato ufficialmente alla stampa, giovedì 8 o venerdì 9 luglio a Formello. Di seguito riportiamo la sua lunga intervista.

Maurizio Sarri, le sue parole in esclusiva a Sportitalia

 

ANNO SABBATICO: “Sono stato con la famiglia, ho letto tantissimo, ho visto tante partite. Ho visto tante corse ciclistiche, una delle cose che mi piace di più. Sinceramente è stato un anno in cui non mi è pesato molto stare fuori. Vedere gli stadi vuoti è un grande senso di tristezza, la situazione non mi dava fretta di tornare“.

NAPOLI, SCUDETTO PERSO IN ALBERGO: “Sì, ma tutti quelli che fanno sport sanno a cosa mi riferivo. Poi ci si può costruire sopra qualsiasi sfottò, la realtà è che la squadra ha visto uno spiraglio aperto. Chi ha vissuto quella notte sa a cosa mi riferivo, quando sono salito in camera ho visto giocatori piangere per le scale: c’è stato un contraccolpo feroce, come se fosse finito un sogno dopo quegli episodi discutibili“.

TRIO HIGUAIN-INSIGNE-CALLEJON: “Higuain è un giocatore particolare, quando si accende è eccezionale ma a volte è difficile farlo accendere. Insigne è da qualche anno il giocatore italiano più forte. Non so perché, se sbaglia cinque minuti ne parlano un anno intero. Se un altro avesse fatto il suo gol, lo avrebbero mandato al tg per un’ora di seguito. Se avessi bisogno di talento, vorrei Insigne. Se avessi bisogno di equilibrio, vorrei Callejon“.

CHIAMATA DE LAURENTIIS: “Chiamata di De Laurentiis a gennaio? Non avevo la certezza di poter essere utile in corsa al Napoli. Non c’erano i presupposti. Sarei stato disponibile a luglio per il Napoli. È vera la chiamata a gennaio del Napoli, ma non c’è stata trattativa“.

DRIES MERTENS ATTACCANTE CENTRALE: “È stata anche una botta di culo. A Bergamo eravamo in 10, avanti 2-1, loro attaccavano, c’erano gli spazi per ripartire, abbiamo tolto Higuain e messo Mertens, pensavo che in quell’occasione potesse essere utile. In un quarto d’ora ha preso due rigori e fatto il diavolo a quattro. Perso Higuain, avevamo difficoltà, si è infortunato Milik e allora siamo tornati a quel tentativo. Mi ricordo la discussione nello spogliatoio, mi chiese ‘mister, ma secondo te ci posso giocare?’. Gli dissi secondo me puoi fare 18-20 gol, ne fece 28. Ecco, lo poteva fare…“.

JORGINHO PALLONE D’ORO: “Se vincesse anche l’Europeo è chiaro che diventa un papabile. E’ un giocatore raffinato e quindi non facile da capire da tutti. Gli devi mettere gli occhi addosso e guardare solo lui in partita. Gli riesce tutto troppo facile, questa è la sua grandezza“.

ESPERIENZA JUVENTUS: “Io a metà ottobre ho fatto una riunione con lo staff, ho detto loro di scegliere. La mia domanda era: andiamo a dritto per la nostra strada e andiamo a casa tra 20-30 giorni o facciamo compromessi e vinciamo lo Scudetto sapendo che saremmo andati a casa lo stesso? Abbiamo provato a vincere lo Scudetto lo stesso“.

SCUDETTO JUVENTUS: “Lo Scudetto con la Juve è stato dato per scontato all’esterno e purtroppo anche all’interno della stessa Juventus. Non lo abbiamo neanche festeggiato, ognuno è andato a cena per conto suo. Forse l’anno giusto per andare alla Juve era questo, visto che hanno festeggiato per il quarto posto“.

CRISTIANO RONALDO: “Non è una gestione semplice, lui è una multinazionali che ha interessi personali che devono essere abbinati a quelli della squadra. Difficile da gestire, mi ritengo molto più bravo a fare l’allenatore che il gestore, mi diverte di più. Ci sono tanti aspetti positivi, Ronaldo a fine anno porta numeri importanti. Quando uno arriva a questi livelli rappresenta qualcosa che va oltre alla società e alla squadra, ha più di 200 milioni di seguaci, va oltre alla normalità“.

PAULO DYBALA: “Io penso che non sia difficile recuperarlo, è un fuoriclasse. Mi ha detto che gli sarebbe piaciuto in futuro tornare a lavorare con me, ha avuto infortuni, non ha avuto la possibilità di essere al 100%, ma con la sua qualità diventa un recupero semplice. O ci puntano o lo cedono per me alla Juve“.

PAVEL NEDVED: “Non è assolutamente vero, c’erano discussioni post-partita dopo una gara con la Juve, non mi è piaciuta la squadra che aveva mollato dopo aver vinto il campionato. Staccare la spina e riattaccarla non è semplice, una squadra doveva fare il massimo fino all’ultima di campionato per poi presentarsi al massimo in Champions. Staccare la spina era un errore e l’ho sottolineato a tutti, calciatori e dirigenti“.

ANDREA PIRLO: “L’effetto Guardiola ha fatto tanti danni, si è preso un’eccezione come se fosse una regola e si rischiano di bruciare ragazzi che potrebbero essere grandi allenatori. Il perché di questa scelta dovresti chiederlo alla Juventus. Si rischiano di bruciare le loro carriere“.

CHELSEA: “Ho fatto un errore clamoroso ad andar via e tornare in Italia. Era l’anno in cui Abramovich non poteva investire ed entrare in Inghilterra. Negli anni dopo ha preso tanti giocatori adatti al mio gioco. Marina aveva mille problemi da risolvere, mi ha dato carta bianca per restare e ho detto di no. Errore clamoroso di valutazione da parte mia“.

NUOVI SARRI: “A me piace molto De Zerbi che ha già dimostrato abbastanza per andare a una grande. Sono esterrefatto che un ragazzo del suo valore debba scegliere un’esperienza all’estero. Sono d’accordo sulla scelta dello Shakhtar, che gli darà visibilità“.

DERBY CAPITOLINO: “Sarri contro Mourinho? Roba giornalistica. Alla fine giocheranno Roma e Lazio. Né io potrò segnare, né Mourinho potrà salvare un gol. Sono le squadre che contano, più dei giocatori e degli allenatori. Importante sarà fare un grande lavoro, tornare a divertirsi e a far divertire il pubblico“.

LAZIO MODULO 4-3-3: “Se si può passare dal 3-5-2 al 4-3-3? Cambiando qualche giocatore sicuramente si può, nella rosa attuale della Lazio non ci sono esterni alti e quindi bisogna cambiare. Lazzari? Quando un giocatore ha la sua gamba, penso si possa adattare a tutto“.

 

 

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Autore dell'articolo: Andrea Riva