Omicidio Mollicone: c'è un quarto indagato

Omicidio Mollicone, c’è un quarto indagato: è un carabiniere

L‘omicidio Mollicone sembra essere arrivato ad una svolta. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati del maresciallo Franco Mottola, della moglie Anna e del figlio della coppia, Marco, arriva un quarto sospettato. Un secondo carabiniere. Il militare presta servizio in provincia di Frosinone, ma non ad Arce.

La procura di Cassino ha deciso di iscriverlo nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso in omicidio volontario. A distanza di sedici anni da quell’atroce delitto, dunque, le indagini sembrano condurre verso dei precisi colpevoli.

Omicidio Mollicone: Svolta nelle perizie

La svolta nell’omicidio Mollicone è arrivato grazie ad una perizia medico.legale che avrebbe dimostrato come la frattura cranica riportata da Serena fosse compatibile con  lo sfondamento della porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce. Questa scoperta ha portato anche a riconsiderare il suicidio del carabiniere Santino Tuzi.

L’uomo, trovato morto nella sua auto nel 2008, sembrava deceduto all’apparenza per un colpo di pistola partito dalla sua pistola d’ordinanza. Il militare disse di avere visto Serena il giorno della scomparsa, il 1 giugno del 2001, entrare nella caserma dei carabinieri. A questo punto avanza l’ipotesi che fu messo a tacere perchè conosceva la verità sulla morte della ragazza, o, almeno, parte di essa.

L’accelerate nelle indagini

La riconosciuta compatibilità tra lo sfondamento della porta della caserma di Arce e le ferite sul cranio di Serena Mollicone hanno impresso una svolta alle indagini. La perizia resa dalla dottoressa Cattaneo, insieme alle dichiarazione del defunto brigadiere Luzi, sono ritenute prove determinanti ai fini dell’indagini.

Stando a quanto è stato ricostruita, la ragazza avrebbe prima subito un trauma cranico che l’avrebbe stordita e, successivamente, sarebbe stata portata nel boschetto di Arce. Qui, le è stato applicato del nastro adesivo ed un sacchetto di plastica in testa che ne avrebbero causato la morte per asfissia meccanica.

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Autore dell'articolo: Davide Luciani