Siamo tutti Ruslan Malinovskyi…

         
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“Gli avevo chiesto se se la sentisse di giocare, sono contento per lui per questa doppietta. Il calcio a volte non risolve i problemi ma può dare un piccolo contributo per rendere tutti più vicini“. Per quanto possa essere giudicato solo come uno sport, in tempi duri come questi, tende ad unire tutti. Come è stato per l’Atalanta a Bergamo durante la pandemia, lo è ora dopo quello sta succedendo tra Russia e Ucraina. Noi siamo tutti come Ruslan Malinovskyi: sensibili, dal grande cuore e che nei momenti difficili tendiamo a reagire. Il dolore, la sofferenza di essere lontano dai propri familiari (nel ben mezzo di una guerra che non da ne vincitori ne vinti), ma anche quella di mandare un messaggio tanto chiaro quanto toccante.

Contro l’Olympiacos il trequartista ucraino gioca la più bella partita della stagione, siglando una doppietta decisiva per la sua Atalanta: sganciando le sue bombe (e non quelle che in questo momento stanno distruggendo la democrazia di un paese). Poi l’esultanza con quella maglia  “No war in Ukrain” come messaggio di pace e vicinanza. Lui poteva (e aveva anche il diritto) di non giocare quel match, ma lui si è rimboccato le maniche reagendo come la sua gente. Vinciamo, perdiamo, soffriamo e ci solleviamo tutti insieme senza distinzioni o prevalenza l’uno sull’altro. Perché nella vita siamo tutti come Malinovskyi, e dopo stasera ora più che mai, nella speranza e volontà di ritrovare la pace.

Autore dell'articolo: Filippo Davide Di Santo