Panatta tuona: “Non tollero i francesi, che tengono al bon ton con i loro 30 ballerini. Restano dei cafoni invidiosi, sembrava di essere allo…”
L’ex tennista e attuale opinionista Rai, Adriano Panatta, è tornato su quanto successo domenica scorsa durante la finale del Roland Garros tra Sinner-Alcaraz: le sue parole sono state molto dure soprattutto nei riguardi del pubblico francese (e sull’organizzazione), per come si è comportato nei riguardi dell’altoatesino. Una frecciatina anche ai telecronisti, per quanto successo con la madre di Sinner.
Adriano Panatta, le sue parole
“Credo che chi si permetta di fare il perbenista non colga il peso di questa finale. Tifare è lecito ma mancare di rispetto no! Dopo 5 ore e mezza di sforzi monumentali fisici e mentali avere un minimo di decenza si chiama sportività . Non biasimo gli spagnoli o Alcaraz, quello che non tollero sono i francesi: pubblico, organizzazione e arbitri. Ci tengono tanto al bon ton con i loro 30 ballerini e orchestre, ma se non sanno comportarsi nello sport restano dei cafoni invidiosi“.
“Sembrava di essere allo stadio e nessuno ha detto niente! Per non parlare dei cronisti. A un certo punto hanno pure sfottuto la madre di Jannik dicendo di tener pronta un equipe medica, se mai facesse un malore ridacchiando. Chi trova normale tutto questo buon per lui. E Jannik certo resterà sportivo oggi ma resta anche umano e merita di essere sostenuto dal suo popolo che non è stato all’altezza“.
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