Prestiti bancari, Cna: “Preoccupati per la nuova contrazione. Si rischia la crisi”

ROMA – “Siamo fortemente preoccupati per l’ennesimo calo dei prestiti alle imprese. La Banca d’Italia ha registrato, infatti, a novembre una riduzione su base annua dei prestiti verso le società non finanziarie pari a ben il 4,8%. Come sappiamo dal nostro confronto quotidiano, a soffrire questa situazione sono in particolare artigiani, micro e piccole imprese, più dipendenti dal credito bancario. Chiediamo alle banche italiane di evitare gli irrigidimenti che rischiano di soffocare la gran parte del tessuto produttivo nazionale. Tanto più che proprio oggi la Banca centrale europea ha indicato come le prospettive dell’economia siano inclinate al ribasso. Per invertire questa tendenza servono investimenti, che certo non si fanno senza prestiti, e probabilmente anche un taglio dei tassi considerato il drastico calo dell’inflazione”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa della Cna.

Prestiti alle imprese, Cna: “Preoccupati per la nuova contrazione. Si rischia la crisi”

Secondo quanto rileva la Cgia su dati della Bce, tra maggio 2023 e maggio 2022 i prestiti bancari alle imprese italiane (società non finanziarie) sono calati del 5% (-33,3 miliardi di euro) e tra i 20 Paesi dell’Eurozona solo Cipro ha avuto un risultato peggiore del nostro. Tra i big, invece, spicca il +7,4% della Germania e il +4,5% della Francia; solo la Spagna ha subito una contrazione (-2,8%) che, comunque, è risultata molto più contenuta della nostra. Tra le province italiane, la più interessata dal credit crunch è stata Trieste che ha segnato un calo degli impieghi vivi (vale a dire al netto delle sofferenze) alle imprese del 15% (-673,8 milioni). Poi Aosta con il -14,6% (290,7 milioni), Biella con il -12,7% (- 232 milioni), Savona con il -12,2% (251,2 milioni) e Cagliari con il -11,6% (-384,3 milioni di euro). In termini assoluti la realtà più penalizzata è stata Roma con una contrazione di 5,1 miliardi di euro.

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