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Ucraina, Putin: “Chi vive nelle regioni annesse è russo”

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SAN PIETROBURGO – Putin sull’Ucraina è stato molto chiaro: le quattro regioni annesse alla Russia “sono nostre terre storiche e i loro abitanti ci sono affini. Molti di voi ci sono stati: in che modo sono diverse da noi? In nessun modo, sono parte di noi”. Il presidente russo si è espresso così in un incontro con il Consiglio dei legislatori a San Pietroburgo, dopo aver firmato un decreto che prevede la deportazione di chi non accetterà la cittadinanza russa. Perché chi non vorrà accettarla – nella Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr), nella Repubblica Popolare di Luhansk (Lpr) nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia – sarà considerato come “straniero” dal primo luglio 2024.

“Oggi è necessario difendere la scelta chiara degli abitanti di quelle regioni di tornare in Russia”, ha aggiunto. Potrà essere deportato anche “chiunque ponga una minaccia alla sicurezza nazionale” della Russia, chi sostiene “un cambiamento forzato delle fondamenta dell’ordine costituzionale”, finanzi attività estremiste o terroristiche, o partecipi a proteste non autorizzate.

Putin sull’Ucraina: “Chi vive nelle regioni annesse è russo”

Putin oggi ha anche firmato la legge per inasprire fino all’ergastolo la pena per chi viene riconosciuto colpevole di alto tradimento. Lo scrive la Ria Novosti a proposito delle modifiche apportate all’articolo 275 del codice penale della Federazione russa sul reato di ‘tradimento’. In precedenza, la legge stabiliva una condanna fino a 20 anni di carcere e il pagamento di una multa fino a 500mila rubli.

Il carcere a vita sarà previsto anche per chi commette il reato di spionaggio, consegna di informazioni che costituiscono segreti di stato a stranieri, passaggio dalla parte del nemico o fornitura di assistenza finanziaria, logistica, consulenza o altro contro la Federazione russa. Inasprite anche le condanne per coloro ai quali viene riconosciuta una responsabilità penale per sabotaggio e terrorismo. Previsti fino a 20 anni di carcere, rispetto ai 15 precedenti, per chi commette azioni di sabotaggio, mentre chi viene riconosciuto colpevole di azioni di terrorismo internazionale rischia una pena minima di 12 anni di detenzione (precedentemente erano 10).

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24