Raffaele Cantone

Raffaele Cantone presenta la relazione annuale dell’Anac

         
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ROMA – Nel 2017 sono stati disposti, su input delle prefetture, i commissariamenti di 17 imprese raggiunte da interdittive antimafia, 16 delle quali afferiscono al sistema dei servizi pubblici, operanti nel settore raccolta e gestione dei rifiuti o in quello dei centri di accoglienza dei richiedenti asilo. Sono questi alcuni dei dati che è possibile leggere nella relazione annuale dell’Anac.

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Anac, avviate 26 proposte di commissariamento di contratti per vicende di matrice corruttiva

Avviate inoltre 26 proposte di commissariamento di contratti per vicende di matrice corruttiva, 19 delle quali sono terminati con la formulazione di una proposta al prefetto competente. Sempre nel 2017 il valore complessivo degli appalti di importo pari o superiore a 40.000 euro si è attestato attorno ai 139 miliardi di euro, il massimo dal 2013. Si registra un aumento dei valori del mercato del 36,2% rispetto al 2016 e del 13,8% rispetto al picco precedente del 2015. L’Anac rileva come, dopo l’anno di stasi dovuto all’entrata in vigore nell’aprile 2016 del nuovo codice appalti, ci sia stato un aumento in tutti i settori sia del numero delle procedure di affidamento sia del loro valore.

Il settore più in espansione? Quello delle forniture

Il settore più in espansione è stato quello delle forniture che fa registrare un aumento del valore complessivo di ben il 64% rispetto al precedente anno e del 45,2% rispetto al precedente picco (avutosi nel 2015 e pari a circa 38,9 miliardi di euro) del quinquennio 2013-2017. Il settore dei servizi (pari a circa 59,3 miliardi di euro) è cresciuto del 26,2% rispetto al precedente anno, raggiungendo quasi il massimo delle serie storica avutosi nell’anno 2015 e pari a circa 59,4 miliardi di euro.

Un leggero aumento anche per il settore lavori (circa 23,1 miliardi di euro), che aumenta del 12,5% rispetto al precedente anno, ma comunque rimanendo sempre in contrazione del 16,1% rispetto al massimo della serie registratosi nel 2014 e pari a circa 27,1 miliardi di euro.

Nel 2017 sono pervenute all’Anac oltre 5.190 segnalazioni concernenti appalti di lavori, servizi e forniture, con un ulteriore incremento rispetto ai 4.372 del 2016. Nel dettaglio, per il settore dei lavori, risultano pervenuti circa 1.700 esposti e aperte 500 istruttorie; per il settore dei servizi e delle forniture, sono pervenute 3.490 segnalazioni con 585 istruttorie aperte.

Cantone: “La materia degli appalti ha bisogno di scelte chiare da parte del legislatore”

Per il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, la materia degli appalti “ha certamente bisogno di scelte chiare da parte del nuovo legislatore” e “il rilancio del sistema dei lavori pubblici necessita non solo di regole semplici e comprensibili, ma anche stabili, per consentire alla burocrazia il tempo di digerirle per applicarle in modo corretto”. Ma “una completa retromarcia rischierebbe di creare un’ulteriore fase di fibrillazione con una (nuova) crisi del settore dalla quale, sia pure a fatica, si sta lentamente uscendo”.

A poco più di due anni dall’emanazione del nuovo Codice appalti, ha spiegato Cantone, “non si va (ancora) nella direzione auspicata.  Su alcuni aspetti – ha detto – anche per non sempre giustificate critiche si è già fatta marcia indietro con il correttivo 2017; sono riapparse, per molti interventi, deroghe ad hoc e di recente alcuni hanno persino richiesto l’abrogazione del Codice, senza che nemmeno le più interessanti novità siano entrate in vigore”.

Le domande di indennizzo sugli arbitrati bancari

Sugli arbitrati bancari le domande di indennizzo, per gli acquirenti di obbligazioni subordinate azzerate dalla liquidazione della 4 banche, “pervenute sono state oltre 1.700, per un valore complessivo di circa di 82 milioni di euro, con richieste che variano da 516 euro a poco meno di 2 milioni di euro”, ha riferito il presidente dell’Anac nel suo intervento presentando la relazione annuale dell’Autorità in Senato.

“Il rilevante numero ha imposto di spalmare il lavoro tra i due collegi e dopo una prima udienza nel mese di dicembre, per venire incontro il più celermente possibile alle legittime attese dei risparmiatori, da metà marzo si è cominciato a tenere una udienza settimanale per entrambi i collegi, con almeno 20 ricorsi sul ruolo, cosa che ha consentito, ad oggi, già di definire circa il 25% dei casi”.

Nella relazione si legge che “il numero totale delle domande è  pari a 1.744, per un valore complessivo pari a 81.875.184 euro (le richieste di ristoro variano da un minimo di 516,00 euro ad un massimo di 1.960.409,61 euro). Negli ultimi anni le segnalazioni whistleblowing inviate all’Autorità nazionale anti-corruzione hanno conosciuto “una crescita esponenziale”. Secondo l’Anac, le segnalazioni sono state 3 nel 2014, 125 nel 2015, 174 due anni fa, 364 l’anno scorso.

Tra febbraio e marzo di quest’anno, 113 segnalazioni sono arrivate su piattaforma informatica, che garantisce – grazie a un protocollo di crittografia – il trasferimento di dati in maniera riservata: hanno riguardato Regioni ed enti locali (39,33%), Università, scuole e istituti di formazione (21,35%), Aziende sanitarie e ospedaliere (13,48%), societa’ pubbliche (10,11%), altre amministrazioni ed enti pubblici (7,87%), societa’ private (4,49%) e Camere di commercio (3,37%).

“Il settore privato destinatario della legge – spiega la relazione – risente ancora di una certa reticenza e ciò sia per la presenza di un minore assetto di tutele per il denunciante dipendente privato sia perché nel settore privato i processi decisionali da attivare sono di difficile individuazione e sia perché il dipendente privato ha una minore consapevolezza circa la propria legittimazione ad agire”.

Sempre con riferimento al periodo febbraio-marzo 2018, le segnalazioni su piattaforma informatica denunciano: “Adozione di misure discriminatorie da parte dell’amministrazione o dell’ente” (20,54%), “Incarichi e nomine illegittime” (16,96%), “Corruzione e cattiva amministrazione, abuso di potere” (15,18%), “Appalti illegittimi” (15,18%), “Concorsi illegittimi” (9,82%), “Conflitto di interessi” (8,04%), “Cattiva gestione delle risorse pubbliche e danno erariale” (6,25%), “Mancata attuazione della disciplina anticorruzione” (5,36%), “Assenza di procedure per l’inoltro e la gestione delle segnalazioni o adozione di procedure non conformi” (2,68%).

Autore dell'articolo: Massimo Giuliano