Romero al Tottenham? La decisione deve essere coerente con le ambizioni (alte) dell’Atalanta

 

La giornata di ieri è stata molto particolare per tutta una serie di motivi. Dall’addio di Gollini all’Atalanta chiudendo un ciclo di 5 anni fino alla possibile partenza di Cristian Romero: difensore che ha risollevato da solo l’intero reparto dopo anni di prestazioni altalenanti. Una situazione che sembrava praticamente già conclusa, ma la realtà (pratica e realistica) è molto più semplice di quanto si possa effettivamente pensare. Vero, il giocatore ha trovato l’accordo con il Tottenham: esso però è molto semplice da raggiungere tra promesse tecniche ed economiche. In una trattativa bisogna anche trattare con la società proprietaria di quel cartellino (e lì è un altro paio di maniche). Proviamo ad analizzare la situazione dell’argentino tenendo presente di tutta una serie di fattori.

Fonte foto Zimbio

Per parlare di Romero bisogna partire da una premessa: l’Atalanta, come giustamente è stato sottolineato più volte, ha l’obiettivo di continuare a crescere rimanendo al tavolo delle grandi (tralasciando la scaramanzia sul discorso “salvezza”). Rimarcando questo concetto, la priorità dovrebbe essere quella non solo di trattenerlo ma anche di pretendere molto più di 55 milioni di euro visto il potenziale di Cristian. Se nel caso però l’argentino dovesse essere venduto al Tottenham a quella cifra, per essere coerenti con l’ambizione citata in precedenza, bisognerebbe sfruttare la cosa per reinvestire quel denaro potenziando ulteriormente la squadra: senza continuare ad andare a ribasso nonostante le concrete possibilità di acquistare giocatori già pronti (come quei 5 milioni di differenza per Koopmainers che l’Atalanta non è intenzionata a spendere), facendo un passo indietro. Operazione troppo grande per l’Atalanta? Fino a tre anni fa, ma non per una società che da 5 anni a sta parte si è consolidata come realtà in Italia e in Europa.

 

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Autore dell'articolo: Filippo Davide Di Santo