Bioshopper: arriva la sentenza del Consiglio di Stato

Sacchetti bio frutta: ecco tutte le cose che bisogna sapere a riguardo

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Dal primo gennaio 2018 è iniziata la guerra dei consumatori ai sacchetti Bio frutta. E’ l’ennesimo sconclusionato capitolo del nostro Governo. Una direttiva senza nè capo, nè coda. A imporla il Governo Gentiloni con un emendamento infilato la scorsa estate nel Dl Mezzogiorno durante il passaggio al Senato. La scusa usata è stata la stessa di sempre: lo impone l’Europa. Peccato che non sia così.

Sacchetti bio frutta a pagamento: il perchè non ha perchè

Perchè i sacchetti bio frutta dal 1 gennaio 2018 devono essere a pagamento? Non certo perchè, come ha dichiarato il governo, lo impone la UE. La direttiva in merito, infatti, parla chiaro: le buste che devono essere pagate sono quelle relative  alle cosiddette borse in plastica per insacchettare la spesa. In Italia queste sono state messe fuori legge già dal 2012. Veniva anche precisato che era possibile escludere dalle misure le bustine trasparenti per frutta e verdura. Non è un caso che il nostro Paese sia l’unico, insieme alla Francia, ad aver capito fischi per fiaschi.
In tutti gli altri paesi europei, la soluzione più diffusa è un costo fisso delle buste. I negozianti non possono più dare ai clienti sacchetti in plastica gratuiti nei Paesi Bassi, in Gran Bretagna, Croazia e Svezia.

Quanto costa agli italiani

Quanto viene a costare lo “scherzetto” dei sacchetti bio frutta? Secondo i dati  dell’Osservatorio di Assobioplastiche, è stato stimato un aumento della spesa in iper e supermercati pari  fra 4,17 e 12,51 euro annuo. Secondo questa ricerca il costo medio di un sacchetto bio è risultato essere da 1 a 3 centesimi. Bisogna ricordare che il consumo di buste si aggira tra i 9 e i 10 miliardi di unità, per una media di ogni cittadino di 150 sacchi all’anno. Si fa presto, dunque, a fare il calcolo.
Insomma: non una spesa eccessiva in sè, ma che, unita agli altri costi dell’italiano medio, si poteva evitare. Tanto più che, come visto, non era necessaria.

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Autore dell'articolo: Davide Luciani