Saldi estivi 2018

Saldi estivi 2018: ecco quando, i consigli per evitare fregature

         
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ROMA – Ci siamo: tra pochi giorni inizieranno in tutta Italia i saldi estivi 2018. Si parte sabato 7 luglio, con l’eccezione delle Province autonome di Trento, che ha cominciato il 1° luglio, e Bolzano, che determina liberamente la data dello “start” in base alle esigenze dei commercianti.

La redazione di WebMagazine24 ha preparato una guida utile per voi lettori basandosi sui consigli del Codacons e sulle dritte di Confcommercio. Un modo pratico per evitare di prendere fregature.

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Saldi estivi 2018: il decalogo del Codacons

Come ogni anno, anche per l’estate 2018 il Codacons mette in guardia i consumatori italiani da possibili fregature, e diffonde i consigli utili per fare acquisti in sicurezza durante i saldi:

    1. Le vendite devono essere realmente di fine stagione:

      la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di p>odotto, di tutte le taglie e colori;

    2. Girate!

      Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi;

    3. Consigli per gli acquisti:

      Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti;

    4. Diffidate degli sconti superiori al 50%

      spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere infatti ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto;

    5. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia

      o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto;

    6. Negozi e vetrine:

      Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce;

    7. Prova dei capi:

      non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati;

    8. Pagamenti.

      Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi;

    9.  Conservate sempre lo scontrino:

      non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto;

    10. Fregature.

      Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.

Saldi estivi 2018: le previsioni dell’Ufficio Studi Confcommercio

Secondo le stime dell’Ufficio Studi della Confcommercio nazionale, ogni famiglia, per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo, spenderà in media poco meno di 230 euro, per un valore complessivo che si aggira intorno ai 3,5 miliardi di euro. Vediamo qui di seguito il valore dei saldi estivi per l’abbigliamento e le calzature – 2018 (elaborazione Ufficio Studi Confcommercio).

Valore dei saldi estivi (miliardi di euro): 3,5

Numero famiglie italiane (milioni): 25,9

Numero famiglie che acquista in saldo (milioni): 15,6

Acquisto medio a famiglia per saldi estivi (euro): 227,00

Numero medio dei componenti di una famiglia: 2,3

Acquisto medio per persona (euro): 98,00

Saldi estivi 2018: il commento del Presidente di Federmoda Confcommercio Renato Borghi

C’è grande attesa per i saldi estivi 2018. Questo è quanto dichiarato dal Presidente Nazionale di Federazione Moda Italia Confcommercio, Renato Borghi:

“Dopo una stagione primavera/estate non proprio esaltante dal punto di vista dei consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi, c’è attesa per questi saldi estivi che rappresentano un banco di prova per il dettaglio moda multibrand.

I saldi, tenendo conto anche di previsioni di vendita pressoché in linea con quelle dell’anno scorso, continuano ad essere appetibili per i consumatori nonostante un contesto di concorrenza globale, o meglio di “dittatura digitale”, capace di condizionare tutto, dalla filiera produttiva al modo delle persone di consumare e relazionarsi.

Abbiamo chiesto l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività, e quindi auspichiamo che l’Unione Europea dia il via libera alle tasse sulle vendite on-line”.

Saldi estivi 2018: corretto acquisto degli articoli in saldo, i consigli di Confcommercio

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, la Confcommercio nazionale ricorda alcuni principi di base:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Autore dell'articolo: Massimo Giuliano