Zampini

Zampini alza la voce: “Juventus massacrata dalla giustizia sportiva in modo durissimo, i tifosi sono stufi. Sulle milanesi…”

L’opinionista e tifoso juventino, Massimo Zampini, sulle pagine del quotidiano torinese “Tuttosport” ha scritto un articolo sul patteggiamento della Juventus sulle Plusvalenze, dove ha messo in risalto il diverso trattamento con altri club della Serie A: di seguito vi proponiamo un estratto delle sue parole.

Massimo Zampini, le sue parole sulle Plusvalenze

Il tenore forcaiolo dei commenti in un paese in cui il calcio e la giustizia sono sovente raccontati in modo fazioso e superficiale non può sorprendere, mentre il cambio di percezione dell’istituto del patteggiamento a seconda delle società coinvolte può strappare al più un sorriso compassionevole: sorvolare con leggerezza sulle sanzioni per calciatori, allenatori, dirigenti e società figlie di un accordo (piuttosto benevolo, visto che le squalifiche hanno portato i tesserati coinvolti a saltare il match contro il Verona in compagnia di una decina di calciatori che, evidentemente per solidarietà, hanno preferito tirarsi fuori dal medesimo match), per poi tornare all’assalto su presunte inesistenti ammissioni di colpa quando si parla di Juventus ricorda quanto accaduto da sempre da queste parti: silenzio assoluto sui patteggiamenti sulle plusvalenze dei primi anni 2000 delle milanesi, molto rumore per l’accordo sulla manovra stipendi dopo l’incredibile massacro giudiziario sul fronte plusvalenze bianconere. Se il giudice accoglierà l’istanza, si concluderà in modo rapido la vicenda giudiziaria ma rimarrà il dubbio di capire se davvero le plusvalenze derivanti da permute contabilizzate come da sempre contabilizza pressoché ogni squadra d’Europa, quotata o meno, Italia compresa, rappresentassero o meno un reato“.

Al momento, non resta che tenerci alcune certezze: la Juventus è stata massacrata dalla giustizia sportiva in modo celere e durissimo mentre siamo ancora in attesa di notizie di Chiné su Roma, Napoli e altre vicende, anche diversi mesi dopo la richiesta di rinvio a giudizio; i media, scatenati al tempo, con tanto di prime pagine di giornali non sportivi e speciali dedicati sulle reti nazionali su programmi di costume e attualità politica, non si pongono più domande e hanno smesso di spiegarci la peculiarità del diritto sportivo che porta a decisioni necessariamente super tempestive anche a costo di rinunciare alla certezza del diritto; la Juve viene distrutta dal campo dal City – onore a loro -, ma è sicuramente più semplice e gratificante operare in un sistema in cui il garantismo si spinge fino ad attendere diversi anni prima di assumere un qualunque provvedimento su accuse ben più gravi rispetto a quelle imputate alla società torinese; i tifosi bianconeri cominciano a stufarsi di vedere i propri giocatori trattati sottoprezzo (l’ultimo caso Mbangula, con trattativa apparentemente intorno agli 8 milioni di euro, ha generato un acceso dibattito) quando altre squadre da anni riescono miracolosamente a piazzare a 20 milioni o più giocatori che non hanno neanche giocato in serie A, tanto che a volte viene il sospetto che l’accanimento verso una sola società in Italia induca a una prudenza fin troppo marcata la Juventus e chi tratta con lei“.

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