Anafe Confindustria: “Rapporto OMS conferma riduzione del danno delle sigarette elettroniche”

         
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Le sigarette elettroniche sono sempre più diffuse, in Italia come all’estero. Sia i device elettroniche che i flaconi di ricarica sono facilmente reperibili, sia presso i negozi fisici sia presso gli store online autorizzati, come ad esempio vaporoso.it; la comunità degli ‘svapatori’ italiani, che ha raggiunto quasi il milione di unità nel 2018, può godere di un nuovo regime di tassazione meno severo che, in aggiunta, prevede un’imposta diversa a seconda della presenza o meno di nicotina all’interno di liquidi per il vaping.

A livello internazionale, invece, sono diversi i paesi che, in un modo o nell’altro, stanno tentando di limitare in parte o del tutto la vendita delle e-cigarettes senza però prendere misure analoghe nei confronti dei distributori di sigarette tradizionali. Ad osteggiare lo sviluppo del settore vi è anche una errata percezione relativa all’impatto delle sigarette elettroniche sulla salute dei consumatori; in realtà, molti studi confermano una sostanziale riduzione del danno, oltre ad un efficace supporto per i tabagisti che intendano smettere completamente di fumare. Molti tabagisti, infatti, iniziano il proprio percorso di totale interruzione di consumo del tabacco con il ‘passaggio’ alla sigaretta elettronica; in tal modo, pur mantenendo la medesima gestualità, non sono esposti alle emissioni prodotte dalla combustione del tabacco e, al contempo, possono gradualmente staccarsi dalla nicotina optando per ricariche prive della componente nicotinica.

Il rapporto dell’OMS e le reazioni dell’Anafe

A proposito di ‘riduzione del danno’, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha recentemente pubblicato un rapporto dettagliato in cui si sottolinea chiaramente come le sigarette elettroniche producano un quantitativo inferiore di emissioni rispetto a quelle da combustione.

Sui dati contenuti all’interno della relazione “Who report on the global tobaccoepidemic, 2019” si è espressa l’Anafe, ossia l’Associazione Nazionale dei Produttori di Fumo Elettronico che aderisce a Confindustria. La posizione dell’associazione di settore è chiara: invita ad evitare allarmismi e ad eludere l’allarmismo mediatico, dal momento che i riscontri forniti dall’OMS confermano il rischio ridotto e sono in linea con la politica portata avanti dall’Anafe stessa in materia di regolarizzazione del ‘vaping’.

In particolare, è intervenuto a commentare i dati pubblicati dall’OMS Umberto Roccatti, presidente dell’associazione, che ha dichiarato: “L’attenzione dei media si è concentrata più sulle conclusioni allarmistiche che non sul contenuto equilibrato del report. D’altronde, sottolineare che le sigarette elettroniche producano meno emissioni di quelle tradizionali, vuol dire che sono prodotti che presentano un rischio ridotto”.

“Chi sostiene tale principio” – ha aggiunto Roccatti – “non fa che sottolineare come la sigaretta elettronica non sia completamente esente da rischi e che per questo non deve essere veicolata presso i più giovani ed ha bisogno di una regolamentazione chiara, come già avviene in Europa. Siamo contenti che l’OMS abbia ribadito questi concetti. Nonostante il trattamento riservatogli dai media, non possiamo far altro che accogliere positivamente il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità poiché ha messo nero su bianco quello che anche noi sosteniamo da sempre. Ancora una volta però, chi viene trascurato è il fumatore, con i suoi bisogni e le sue necessità. Pensiamo soprattutto a chi ha provato ogni metodo possibile per smettere di fumare e non ci è riuscito: cosa scegliamo? Diamo ascolto a chi dice ‘no’ a tutto oppure abbracciamo un approccio pragmatico e sensato come quello della Gran Bretagna che, confermando la minore tossicità della sigaretta elettronica, promuove una politica di graduale sostituzione e di interruzione del fumo tradizionale?”.

“Nel frattempo” – chiosa il presidente dell’Anafe – “milioni di fumatori continuano a morire a causa del consumo delle sigarette tradizionali e delle malattie ad esse correlate. Il dibattito sulle sigarette elettroniche, invece, continua ad essere inquinato da interpretazioni fuorvianti e da un approccio superficiale. Su questo aspetto, però, non c’è traccia di titoloni”.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24