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Annarè: la poesia del cibo in materia d’amore

         
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Annarè: la poesia del cibo in materia d’amore.

Anna Persiano, in arte Annarè, cantautrice napoletana classe ’89 che ha conquistato pubblico e critica sui palchi di Festival importanti come il Festival di Ghedi, Festival di Castrocaro e dell’importante concorso per autori “Genova per voi”… oltre che conquistarsi un buon piazzamento al Premio Lunezia e, per chiudere la cerchia di una carriera giovane ma già ricchissima, la finale al Pistoia Blues, Premio Miglio Testo Warner. Insomma, tantissima carne al fuoco in così poco tempo che la fanno arrivare al secondo disco di inediti di prossima uscita ampiamente anticipato da questo singolo dal titolo “Gluten Free”: l’amore ai tempi del cibo in assenza di glutine. Metafora geniale e interessante dentro un pop in rosa dai bordi rigidamente saldati dentro i cliché radiofonico del main stream italiano.

Un testo che punta all’emozionante vicenda d’amore che colpisce la vita di un adolescente. Che poi alla fine, senza mai cadere in soluzioni liriche banali, “Gluten Free” potrebbe parlare ad ognuno di noi, ad ogni età, in ogni tempo.

Annarè: la poesia del cibo in materia d’amore – la nostra intervista esclusiva

Da qualche settimana gira in rete e nelle radio underground questo singolo. Come nasce ma soprattutto cosa lo ha ispirato?

Gluten Free” è ispirato prima di tutto alla mia condizione di intolleranze… Nasce quindi dall’esigenza di “scherzare” e ironizzare sul mio essere intollerante a glutine, lattosio e allergica a pepe e peperoncino. Così scherzando e ridendo è uscito fuori lo slogan “Vuoi uscire con me? ma senza glutine, senza lattosio, magari evitiamo anche il peperoncino”. La canzone sviluppa poi intrinsecamente altre tematiche, che non voglio svelare… Lascio libera interpretazione e soprattutto la scoperta all’ascoltatore.

E ascoltando la tua prima produzione di qualche anno fa ci sembra questa una direzione diversa, nuova e inedita… non troppo ma quanto basta insomma. Sbaglio?

Assolutamente sì. Purtroppo sono cresciuta, magari anche maturata, iniziando a vivermi le cose con un po’ più autoironia e spensieratezza… questo si riflette molto anche sulla mia musica. Sono tendenzialmente sempre portata a dare un significato molto più profondo alle cose, ma diciamo che ho iniziato a rivestire di semplicità, leggerezza e spesso ironia anche le canzoni che parlano di cose un po’ più serie. Questo non vuol dire aver tradito o modificato il mio mondo per “esigenze di mercato”. Semplicemente sono successe, nella mia vita privata, cose che mi hanno cambiata. Può di conseguenza non cambiare anche la musica?

Ispirazioni e radici: il grande Pop italiano sicuramente, ma cos’altro ha segnato a fuoco il tuo percorso artistico?

In realtà il mio percorso artistico è segnato principalmente dalle cose, situazioni, persone che vivo. La mia scrittura, la mia musica, cambia a seconda del mio stato d’animo. Odio le categorizzazioni così come le etichette..mi sento molto libera di esprimermi nel modo che mi viene più naturale in quel preciso istante. Molti credono che sia passata da un mondo estremamente Pop al mondo Indie pèrchè ora va di moda così. No… assolutamente! Nel mio album ci saranno cose molto Pop come molto Indie o elettroniche. Non posso dirvi cosa musicalmente ha segnato il mio percorso… Sono sicuramente figlia di una cultura musicale quasi prettamente italiana. Non c’è però un mondo musicale a cui mi rifaccio.

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La musica oggi: una fortissima competizione su tutti i fronti. Premi e riconoscimenti, ma anche con il pubblico: non è più un conquistare attenzione ma forse un elemosinarne. Cosa ne pensi?

In realtà prima vivevo tutto questo in maniera molto ansiosa: se non sfondi è perchè non sei capace, se non vinci è perchè non sei una vincente, non arrivi perché non hai qualità. Tutto questo mi è fondamentalmente in questi anni, scivolato addosso. Non è così. Non è una gara, non deve essere tale, non deve esserci competizione. Veniamo cresciuti fondamentalmente con l’idea di essere i migliori, che c’è un primo, un secondo e un terzo, nella migliore delle ipotesi… Credete realmente che sia così? credete che i nostri big della musica, siano migliori di ragazzi emergenti? Non è questione di migliore o peggiore. Ognuno di noi ha qualcosa da dire, ognuno di noi parla, scrive, canta, suona, in primis per un bisogno personale.

Ho capito che la mia “missione”, in primis verso me stessa, è quella di esprimere concetti, idee, sogni, ricordi, sensazioni liberamente… Perchè uno dei doni più grandi che ci è stato dato, è quello di poter parlare liberamente. Molte persone ancora nel 2020 non hanno la possibilità di farlo. Io non voglio sprecare questa possibilità. La parola ha un potere enorme, abbinata alla musica, direi anche devastante. La parola ci rende liberi. Io voglio poter parlare, di tutto ciò che voglio… E ho scelto la musica per esprimermi. La cosa bella è che poi tante persone, si ritrovano in ciò che scrivo. C’è privilegio più grande di quello di poter dar voce a chi non ce l’ha? A chi non può? A chi non ce la fa? Io non credo. Non c’è elemosina in quello che facciamo. Non richiedo l’attenzione di nessuno.

Voglio essere mezzo per chi non può. Che sia una sola persona, che sia anche solo io stessa o che siano milioni di persone. Questo è il motivo per cui faccio musica. Non c’è chi è più bravo.

E da esordiente: oggi per te che significato ha un disco?



Come ho detto prima, il mio focus sta nella comunicazione. Il secondo disco ha la stessa valenza del primo e di ogni mia singola canzone. Parla di argomenti differenti rispetto al primo. Avrà significato quando qualcuno mi dirà che in un mio brano, si è identificato, perso, ci si è ritrovato… A quel punto, anche il mio secondo disco avrà il suo significato e il suo motivo di esistere.
 E con questa messa, andate in pace ah ah ah
… Scherzi a parte, forse non è facile capire il concetto di ciò che ho detto, sono un pò complicata di mio… Lascio però a voi ascoltare, interpretare, vivere a modo vostro le mie canzoni. Semplicemente tutto qui. E se avrete voglia di seguirmi, mi potrete trovare su tutti i social Facebook, Instagram, Spotify, Youtube…

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Foto nell’articolo “Annarè: la poesia del cibo in materia d’amore” fornita gentilmente da ufficio stampa

Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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