Après La Classe

Après La Classe: la nostra intervista esclusiva

 

Après La Classe: un gruppo che non ha bisogno di presentazioni; oltre venti anni di carriera in cui hanno sfornato sette album, numerosi singoli e soprattutto tanti concerti anche oltralpe.

Abbiamo intervistato per voi Combass (basso e cori), che si è fatto portavoce della band.

 Lo scorso anno è uscito “Circo Manicomio”. Ci sono voluti tre anni per sfornarlo. Ci raccontate com’è nato?

Combass: Abbiamo dovuto viaggiare tanto per raccogliere stimoli, esperienze ed emozioni che sarebbero poi diventati musica… In questo caso grazie a tutto ciò è nato il disco “Circo Manicomio”!

Circo Manicomio
la copertina di Circo Manicomio

In cosa differisce con il suo predecessore, “Riuscire a volare”?

Combass: “Riuscire a volare” è stata una parentesi nella nostra discografia, un disco a sé, un momento in cui avemmo il bisogno di raccontare e raccontarci in modo intimo senza filtri, secondo noi un grande disco ma l’esatto opposto al nostro ultimo disco: “Circo Manicomio”, disco solare, energico e ricco di contenuti non più autobiografici.

Su disco è presente una nutrita sezione fiati, live invece avete solo un trombettista. E’ stato difficile pertanto riadattare i pezzi?

Combass: In realtà il nostro nuovo trombettista, Gabriele Blandini from Manu Chao band, ha così tanta pressione sonora con lo strumento al punto tale da non farci soffrire l’assenza di trombone e sax durante i concerti! 🙂

Tra i ringraziamenti anche uno speciale a Caparezza, definito “presentatore di questo disco”. Come e quando lo avete conosciuto?

Combass: Correva l’anno 2001, stavamo lavorando in studio a quello che sarebbe stato poi il nostro primo disco ufficiale, “Après la Classe”, il nostro discografico dell’epoca, Enrico Romano, ci fece una sorpresa portandoci Michele in studio in un pomeriggio estivo, lo conoscevamo bene e lo stimavamo tantissimo, dopo una lunga chiacchierata decidemmo di collaborare e così comparve come featuring nel nostro brano del 2002: “Lu sule, lu Mare, lu Jentu”, da quel momento siamo rimasti sempre in contatto, siamo diventati amici ed abbiamo collaborato ancora sia live che in studio.

Come mai avete deciso di pubblicare anche una cover di “Il cuore è Uno Zingaro”?

Combass: Il nostro amico e regista Davide Minnella ci propose di realizzare una nostra versione da utilizzare come colonna sonora per il suo cortrometraggio: “Il Potere Dell’Oro Rosso”, dopo qualche ora in studio dopo aver beccato la “quadra” sonora e ritmica è nata la nostra versione, a noi piace da morire al punto tale da averla inserita nella tracklist del disco.

Che rapporto hanno gli Après La Classe con la Puglia?

Combass: Se viviamo ancora qui nonostante a livello logistico per il nostro lavoro non sia il massimo la dice lunga su quanto siamo legati a questa terra, cerchiamo di non essere indifferenti di fronte a tutto quello che non funziona qui più che rimarcare solo: “Lu Sule, lu Mare , lu Jentu”.

Chi erano i vostri modelli musicali da emulare?

Combass: Bob Marley and The Wailers , Mano Negra, Mau Mau, Les Negresses Vertes, Los Fabulous Cadillac, Rage Against The Machine….

Avete superato i vent’anni di carriera. E’ stato duro per gli Après La Classe superare cambi di line up, pregiudizi sulle lingue delle canzoni ecc?

Combass: In 22 anni sono accadute infinite cose belle, bellissime, brutte e bruttissime ma siamo ancora qui! E soprattutto, stiamo bene assieme, abbiamo molta più determinazione e carica oggi di 10 anni fa, incredibile… Con l’inserimento della lingua spagnola possiamo finalmente comunicare con chiunque avendo: italiano, dialetto salentino, francese e spagnolo!

Cosa si deve aspettare uno spettatore da un vostro concerto?

Combass: Energia, suono, emozione, tecnica, spettacolo, suore e soprattutto comunicazione e contenuto.

Descrivete un vostro concerto con soli tre aggettivi…

Combass: nella risposta precedente :-)!!!!

Avete suonato persino negli Stati Uniti. In cosa di differisce il pubblico statunitense da quello italiano?

Combass: Pubblici opposti, ovunque siamo andati a suonare abbiamo imparato qualcosa, abbiamo suonato a New york, in California, in Florida, Polonia, Svizzera, Olanda, Belgio, Germania, Francia, Ungheria, Inghilterra…. Ora stiamo capendo dove tornare per costruire un futuro della band oltre nazione.

Progetti futuri? State già lavorando al successore di “Circo Manicomio”?

Combass: Il tour di “Circo Manicomio” si protrarrà fino al 31 dicembre 2018, dopo di che ci concentreremo a tutto quello che sarà discograficamente parlando il nostro 2019, forse non uscirà un disco ma dei singoli e nuove collaborazioni…. Vedremo.

 

 

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria