Bugie: come riconoscere chi mente senza il poligrafo

Il professor Timothy Levine ha scoperto che ogni persona dice giornalmente almeno due bugie.  Se si incontra uno sconosciuto faccia a faccia, questo mentirà almeno tre volte in dieci minuti. Questi sono i dati raccolti dal ricercatore Robert Feldman.
Secondo altre ricerche, persone addestrate a riconoscere bugiardi, sono in grado di smascherare solo tra il 48% e il 60% di esse. Insomma:  mentire fa parte della nostra natura.
Secondo lo psicoterapeuta Jerilee Claydon, “dire bugie è una qualità fondamentale per la nostra sopravvivenza e per mantenere i rapporti sociali”. 
Ma come è possibile capire chi mente?

CI vari tipi di bugie

Lo psicoterapeuta Jerilee Claydon, ha individuato alcune caratteristiche dei bugiardi, in modo da poterli smascherare anche senza l’aiuto del poligrafo. Secondo lo studioso, bisogna valutare il modo in cui la storia viene raccontata.
Esistono vari bugiardi, ognuno con le sue caratteristiche e i suoi modi per scoprire se mente.
Una persona che dice una “bugia bianca” (ovvero una menzogna a fin d bene), di solito è imbarazzata, insicura o spaventata di rivelare la verità. Se si notano queste reazioni bisogna domandarsi cosa si ottiene con questo comportamento.
I bugiardi compulsivi, invece, sono coloro che tendono ad esagerare il concetto di realtà. Questo comportamento è più abituale che intenzionale. Chi esagera lo fa per insicurezza o per nascondere una debolezza.
Infine, ci sono i bugiardi patologici. Questi ultimi sono i più pericolosi. Infatti, hanno una personalità narcisistica, egoistica, ossessiva e aggressiva.
In questo caso la menzogna, è associata quindi ad un disturbo psicologico che va curato.
Quando si incontra questi individui è fondamentale non correggerli perchè si potrebbe scatenare una reazione aggressiva.

Bambini piccoli

L’arte della menzogna è una cosa che si impara da piccoli. i bambini, con la loro fantasia, tendono a mentire per proteggersi. Un bambino che dice bugie è dotato di una buona capacità intellettiva, perchè è in grado di riconoscere la realtà e manipolarla per far sembrare la sua versione verosimile.
Per non spingere un bambino a mentire, bisogna fare in modo che non ne senta la necessità. Ad esempio, se commette una marachella, bisogna rimproverarlo con affetto e non con un tono accusatorio.
Se un bimbo non sente la necessità di proteggersi, è più propenso a dire la verità.

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