Dl aiuti, Patuanelli: “Il M5s non avalla la transizione ecologica a parole”

Dl aiuti, Patuanelli: “Il M5s non avalla la transizione ecologica a parole”

         
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ROMA – Dl aiuti: “È sbagliato sporcare le idee politiche del Movimento – come la tassazione sugli extraprofitti, il superbonus, il potenziamento di transizione 4.0, le misure sulle bollette e sul rafforzamento patrimoniale – con norme sugli inceneritori, che nulla hanno a che spartire con un decreto aiuti per famiglie e imprese”. Lo dichiara il ministro per l’Agricoltura, Stefano Patuanelli (foto), argomentando la decisione dei Cinque Stelle di non partecipare in cdm al voto sul decreto aiuti.

“Per questo motivo – dice Patuanelli – abbiamo deciso di non partecipare al voto. Non siamo contrari alle norme straordinarie per attribuire più poteri al sindaco di Roma, ma abbiamo chiesto che questi nuovi impianti, in linea con la normativa europea, fossero di nuova tecnologia: dunque eco-sostenibili, non inceneritori. Abbiamo proposto di stralciare quella norma, di inserirla in un altro decreto, di aggiustarla”. E “tutto questo – conclude Patuanelli – ci è stato negato. Così la transizione ecologica rimane solo sulla carta”.

Dl aiuti, Patuanelli: “Il M5s non avalla la transizione ecologica a parole”

Il dl approvato oggi è “un provvedimento molto articolato, con l’obiettivo principale di difendere il potere di acquisto delle famiglie e la capacità produttiva delle imprese”. Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi, in conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri. “Questo decreto – ha aggiunto – testimonia l’impegno del governo nel sostenere le famiglie, in particolare le più povere, le imprese nel clima di grandissima incertezza che c’è. Il governo fa il possibile per poter dare un senso di protezione, di vicinanza a tutti gli italiana e le decisioni di oggi rappresentano bene la determinazione del governo. E’ il senso del governo stesso”.

“Il provvedimento di oggi vale 14 miliardi che si aggiungono agli oltre 15 miliardi precedenti, in totale quasi 30 miliardi, senza ricorrere a scostamenti di bilancio. Questo sta a dimostrare che non sono tanto gli strumenti che contano ma la risposta alle esigenze”, ha aggiunto il premier. “Le misure di oggi affrontano prima di tutto il problema del caro vita che penalizza la grande generalità dei cittadini e può frenare la ripresa, ad aprile l’inflazione era a 6,2%, in calo rispetto a marzo ma ai livelli più alti degli ultimi decenni. Questo dipende in grande misura dall’energia. Cosa significa? Che sono situazioni temporanee e vanno affrontate con strumenti eccezionali. Senza questo intervento si indebolisce l’economia e poi si creano situazioni permanenti di povertà. L’economia attualmente attraversa una fase di rallentamento, meno 0.2% nel trimestre, non è per ora recessione. Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi”, ha aggiunto.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24