Gioielliere ucciso a Marano: il racconto del testimone

L’orrore della morte di Salvatore Gala, il gioielliere ucciso a Marano, sta tutto nelle parole di Giuseppe Iavarone, l’uomo che ne ha rinvenuto il cadavere.
L’immagine del corpo del gioielliere, è ancora vivida negli occhi del testimone. Era stata la famiglia a chiedergli di aprire, dopo aver recuperato le chiavi di riserva del locale. Niente faceva immaginare una simile scena una volta aperta la porta.

Il racconto del testimone

Giuseppe Iavarone ha raccontato il momento del ritrovamento del cadavere di Salvatore Gala, il gioielliere ucciso a Marano. “Ho aperto la porta della gioielleria e l’ho trovata a soqquadro: la cassaforte era aperta e vuota. Poi mi sono affacciato dietro il bancone. C’era il corpo di Salvatore, in una pozza di sangue“.
L’uomo ha dichiarato che la sua prima idea è stata quella di non dire nulla alla madre della vittima, ma, quest’ultima gli ha letto in faccia la ferale notizia.
Indagano sull’omicidio i carabinieri della compagnia di Giugliano, coordinati dal pm di turno della procura di Napoli nord.

Famiglia per bene

Salvatore Gala aveva 43 anni. Era molto conosciuto a Marano. La gioielleria fu aperta in passato dal padre della vittima, e poi era passata in gestione al figlio.
La prima a preoccuparsi ieri sera era stata la madre del ragazzo, non vedendolo tornare a casa.
Come ha spiegato Giuseppe IavaroneQuando ho aperto il negozio, alle 6.40, la saracinesca della gioielleria era già aperta. Non ho sospettato che fosse successo qualcosa. Poi è arrivata la zia, che ha bussato alla porta del negozio, ma nessuno ha aperto.”  A quel punto la sorella di Gala ha recuperato le chiavi di riserva ed è tornata in gioielleria, dove ha chiesto a Iavarone di aprire il negozio.”
Di fronte all’uomo si è presentata una scena raccapricciante: Salvatore era in una pozza di sangue. Da capire se sia stato ucciso con un colpo di pistola o con un’arma da taglio. Per terra non sono stati rinvenuti bossoli. 
A prima vista si tratterebbe di una rapina finita male, ma i carabinieri non erscludono neanche un regolamento di conti con rapina simulata.

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