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I Kraftwerk a Taranto: la recensione del concerto

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Giovedì 7/06/2018 i Kraftwerk si sono esibiti a Taranto.

L’occasione era quella del Medimex, evento unico in Italia, capace di alternare conferenze con ospiti di prestigio quali Paul Cook dei Sex Pistols, proiezioni di film, presentazioni di libri, workshop con gli addetti ai lavori delle major italiane, contest, mercatini mostre fotografiche ed ovviamente concerti.

Ad aprire per gli alfieri della musica elettronica sono stati Roni Size, noto produttore discografico e disc jockey britannico e fondatore dei Reprazent (un collettivo di Drums and Bass) ed i brasiliani Metá Metá, vera e propria sorpresa della giornata.

Questi ultimi infatti hanno incantato il pubblico presente con la loro musica contaminata da ritmi tipici del loro paese di origine mischiati a linee Jazz ed incursioni sonore che spesso e volentieri sconfinavano nel Noise.

Ottima la presenza scenica della cantante Juçara Marçal che ha saputo tenere il palco con sicurezza davanti alle migliaia di persone accorse anche durante i momenti solo suonati.

Alle 22:30, precisi come un orologio svizzero, hanno iniziato il loro viaggio audio visivo ovviamente indossando le le famose divise per cui sono noti.

Lo chiamiamo così perché un concerto dei Kraftwerk è qualcosa che va al di là di ogni spettacolo esistente.

A tutti sono stati infatti forniti degli occhialini 3D per gustare a pieno le proiezioni.

L’apertura è affidata all’epica “Numbers”  fra un’infinità di numeri che si alternano velocemente tra lo stupore degli astanti.

Il momento più emozionante, tuttavia, è stato sicuramente quando dallo schermo si è visto un Ufo atterrare nei pressi della Rotonda del Lungomare Vittorio Emanuele III.

Una scena avveniristica per una musica che, se per alcuni potrà sembrare “datata”, per chi era lì era proiettata già negli anni duemila quasi cinquant’anni fa, quando nel 1970 uscì “Kraftwerk”, primo full lenght della band,  che includeva solo quattro tracce.

Oggi di quella formazione è rimasto solo Ralf Hütter a cui si sono aggiunti nel 1989 Fritz Hilpert, nel 1991 Henning Schmitz e nel 2012 Falk Grieffenhagen.

Il repertorio è cambiato ovviamente molto, immutato invece lo spirito di una musica quasi fantascientifica.

Qualcosa che va al di là persino della Techno e della Progressive, un vero e proprio futurismo sonoro, che ha ispirato intere generazioni di musicisti.

Il pubblico pareva quasi incantato, tanto che raramente si sentiva qualcuno accennare persino un ritornello di una canzone.

La scaletta (che potrete leggere alla fine dell’articolo) ha incluso, nonostante i limiti di tempo, tutti i più grandi classici della band.

Nessun difetto da riscontrare quindi nell’esecuzione dei quattro.

L’unica “nota stonata” della giornata per chi scrive è stata (forse)  l’assenza dei robot durante “The Robots”, da molti attesa con ansia.

La multimedialità non si è mai espressa però a tali livelli ed i Kraftwerk ne sono ben consci anche quando, uno alla volta, lasciano il palco tra gli applausi scroscianti.

Un’ultima nota di merito va all’organizzazione del Medimex: impeccabile sotto ogni punto di vista.

Un successo che lascia ben sperare nell’edizione del prossimo anno del festival di cui (purtroppo) non si conoscono ancora i dettagli.

Scaletta Kraftwerk a Taranto 07/06/2018

Numbers / Computer World (3-D)

It’s More Fun to Compute / Home Computer

Computer Love

The Man-Machine

Spacelab

The Model

Autobahn

Geiger Counter / Radioactivity (Japanese Version) / Radioactivity ’91

Tour De France / Prologue / Etape 1 / Chrono / Etape 2

Trans Europe Express / Metal on Metal / Abzug

Bis 1:

The Robots / Robotronik

Mini Calcolatore / Dentaku 91 / Mini Calcolatore (Reprise)

Bis 2:

Boing Boom Tschak / Techno Pop / Musique Non Stop

 

 

 

 

 
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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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