Stipendi

In 20 anni il carovita corre a 3 cifre, stipendi solo +50%

         
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ROMA – In 20 anni il carovita corre a 3 cifre, con stipendi soltanto al +50%. I prezzi di beni e servizi hanno subito una costante crescita negli ultimi anni, al punto che i listini di alcuni prodotti sono addirittura triplicati rispetto al 2001, quando in Italia era ancora in vigore la lira.

Lo rivela un’indagine condotta dall’associazione dei consumatori Consumerismo No Profit e dal Centro Ricerca e Studi di “Alma Laboris Business School”, società specializzata in Master e Corsi di Alta Formazione e specializzazione per professionisti, che ha messo a confronto i prezzi di un paniere di 100 elementi tra beni e servizi, analizzando le differenze esistenti tra i listini al dettaglio in vigore ai tempi della lira e quelli odierni.

In 20 anni il carovita corre a 3 cifre, stipendi solo +50%

Si scopre così che i prezzi di alcuni beni sono addirittura triplicati negli ultimi 20 anni: è il caso del cono gelato che nel 2001 costava 1.500 lire (0,77 euro), mentre oggi viene venduto nelle gelaterie in media a 2,50 euro (+224,7%). Una semplice penna a sfera ha subito un incremento del +207,7%, passando dalle vecchie 500 lire (0,26 euro) a 0,80 euro. Nel frattempo pero’ gli stipendi non sono cresciuti altrettanto: appena del 50%. Se nel 2001 la retribuzione media lorda di un lavoratore era di circa 19.500 euro annui, oggi si aggira attorno ai 29.300 euro, con una crescita del +50,2% in 20 anni.

“Ci troviamo di fronte all’ennesimo decreto-tampone del Governo per contenere il caro-bollette nel tentativo di dare respiro a famiglie e imprese – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – In attesa che il Governo decida di dotarsi di una seria politica energetica, anche noi come Adiconsum stiamo siglando accordi con le aziende energetiche disponibili ad agevolare e a semplificare la rateizzazione delle bollette, per cercare di sostenere i cittadini-consumatori nell’immediato. Consapevoli che questi interventi-tampone offrono sì un aiuto concreto, ma non risolutivo, chiediamo nuovamente al Governo di aprire un Tavolo permanente con tutti gli stakeholder comprese le Associazioni Consumatori del CNCU, per discutere e trovare le adeguate soluzioni”, conclude De Masi.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24