Iuliano-Ronaldo, Ceccarini: “Il difensore era fermo, dovevo fischiare fallo in attacco. Io e la mia famiglia subimmo…”
Una delle più partite che ha causato più polemiche nella storia del calcio italiano è stata senza dubbio quella disputata allo stadio “Delle Alpi” di Torino tra Juventus-Inter del 26 aprile 1998, con la vittoria bianconera per 1-0, che decise di fatto la conquista di quel campionato da parte della squadra torinese e che terminò con 74 punti, a + 5 sull’eterna rivale nerazzurra (69 punti).
Al club meneghino non andò giù l’arbitraggio del fischietto livornese, Piero Ceccarini, per il famoso contatto Iuliano-Ronaldo (ma non solo quello) e a riguardo poco tempo fa, proprio l’arbitro toscano al quotidiano “la Repubblica” ha rilasciato alcune dichiarazioni, che hanno fatto parlare molto. Di seguito ve le proponiamo.
Piero Ceccarini, le sue parole su Juventus-Inter del 26 aprile 1998
“Sono passati anni dall’episodio Pjanic-Rafinha e da allora Orsato non ha più arbitrato una partita fra Inter e Juventus. Ma come si fa? Io l’anno dopo, nonostante la bufera, arbitrai l’Inter in partite importanti. Evidentemente da questo punto di vista siamo addirittura tornati indietro. Non sono infallibile, magari ci fosse stato ai miei tempi. Episodi specifici non me ne vengono in mente, ma di certo il VAR mi avrebbe aiutato a evitare errori, come aiuta gli arbitri di oggi“.
“L’ho già detto tante volte: il difensore era fermo e l’attaccante si muoveva. Ho un rimpianto che se avessi fischiato fallo in attacco, l’azione non sarebbe ripartita e non ci sarebbero state tante polemiche. Invece mi trovai in mezzo al vortice, per mesi. Fu dura, per me e per la mia famiglia. Io, i miei figli e mia moglie subimmo insulti e disprezzo, senza ragione. Col senno di poi, quell’episodio danneggiò la mia carriera dopo il ritiro. Sono stato un grande arbitro e ho raggiunto il rango di internazionale élite. Non è detto che sarei stato anche un bravo dirigente, ma avrei meritato di provarci”.
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